
PISA — «È il sogno di una vita». Silvestro Micera, ordinario di biorobotica alla Scuola Superiore Sant’Anna, non nasconde l’emozione: lo studio che ha guidato ha portato quattro persone paraplegiche a tornare in piedi e a camminare, controllando lo stimolatore midollare con piccoli movimenti del tronco.
L’intervista rilasciata oggi a La Nazione arriva a caldo dopo la pubblicazione su Med (Cell Press). La novità, spiega Micera, è semplice e dirompente: «Abbiamo trovato un modo per usare una funzione volontaria rimasta intatta — il movimento del tronco — per controllare una stimolazione elettrica che produce il movimento delle gambe».
Con inclinazioni avanti e indietro del busto il paziente regola la corrente che arriva al midollo e così governa il passo. Niente impianti cerebrali, niente sensori esterni: il team ha riutilizzato uno stimolatore midollare commerciale già impiegato da decenni contro il dolore, «già conosciuto e testato», e quindi più vicino a una futura applicazione clinica.
Dopo mesi di riabilitazione intensiva i quattro pazienti (tutti under 35, lesione completa e cronica) riescono a stare in piedi e a camminare con deambulatore. L’equilibrio pieno senza ausili non c’è ancora: «Nel breve-medio periodo serviranno probabilmente anche gli esoscheletri». L’obiettivo successivo è estendere il protocollo a lesioni non traumatiche e moltiplicare i centri che lo replicano. «Nei prossimi cinque-dieci anni potremo dare una speranza concreta a molte più persone paraplegiche».
La sperimentazione nasce dal laboratorio Mine, collaborazione tra Sant’Anna di Pisa, IRCCS San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele di Milano (coordinamento scientifico con Pietro Mortini).
Fonte: La Nazione Pisa, 8 settembre 2026 (intervista a Silvestro Micera).
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