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Scannerini (FI): “Cibo poco appetitoso e ingredienti di bassa qualità alla mensa scolastica”

Consiglio comunale sulla mensa scolastica a Capannori, la posizione di Forza Italia con il suo capogruppo, Matteo Scannerini.

“Abbiamo – afferma Scannerini – ascoltato attentamente alcuni genitori presenti, che hanno evidenziato le varie difficoltà che i loro bambini devono affrontare ogni giorno nelle nostre scuole. Pasti poco appetitosi, ingredienti di qualità inferiore rispetto alla precedente gestione, difficoltà per chi ha esigenze alimentari a causa di celiachia, diabete e altre patologie che richiedono diete specifiche. Per Forza Italia, la diminuzione della qualità del servizio è dovuta alla mancanza di competizione. Prima avevamo una ristorazione assegnata tramite bando e la società privata vincitrice, sicuramente specializzata, aveva tutto l’interesse a mantenere un alto livello di prestazioni, allo scopo di non incorrere in sanzioni e possibili rescissioni contrattuali in caso di gravi carenze, con conseguente danno all’immagine dell’azienda”.

“Oggi il servizio è internalizzato, cioè il Comune possiede quote di una società di Calenzano, con soci prevalentemente situati nell’area fiorentina e pratese, che ha come presidente un ex parlamentare del Pd – prosegue Scannerini – Non c’è più competizione imprenditoriale poiché manca l’incentivo, come poteva avere un’impresa privata, a migliorare costantemente per ottenere la conferma del servizio, mentre l’attuale gestore Qualità e servizi, può stare tranquillo a prescindere, anche fornendo un servizio meno curato. Inoltre, il Comune di Capannori ha solo il 22,70 per cento delle quote nella società e, con l’imminente ingresso del Comune di Firenze, la sua quota si ridurrà notevolmente e con ciò la possibilità di intervento”.

“Come gruppo consiliare, alla luce di queste premesse, abbiamo votato una mozione sottoscritta da tutto il centrodestra di Capannori, per uscire da Q&S e tornare al sistema delle gare per l’assegnazione, con rinnovo ogni 3-5 anni, termine medio per questo tipo di contratti. Questa possibilità è prevista dallo statuto della società. Le quote sarebbero rimborsate dagli altri soci e torneremmo a un modo di gestione che negli anni passati non ha mai creato problemi. Ovviamente la maggioranza ha respinto il documento, lodando l’attuale servizio della mensa e smentendo i problemi segnalati dalla rappresentanza dei genitori intervenuti. Proseguiamo su questa strada, dando la precedenza alla propaganda rispetto alla realtà. Non importa se i bambini escono dalla mensa con la fame. Se poi, paradossalmente, una volta ogni tanto, gli studenti gradissero un piatto e volessero fare un bis, termine tecnico che significa semplicemente un secondo giro di un determinato piatto che, come sempre, avanza, non possono farlo. Il bis è proibito. Assurdo, se pensiamo che uno dei vanti proclamati dall’amministrazione, ieri sera è stato quello che gli avanzi vanno alla curia per non sprecare cibo. Amministrazione che si vanta della sua abilità a fare qualsiasi cosa, inclusa l’educazione alimentare”.

“In Consiglio ho argomentato quanto sia inutile questa paventata educazione se poi i bambini non mangiano il cibo della mensa, perché considerato poco gradevole – prosegue Scannerini – Ho espresso poi con rispetto il mio punto di vista sulla questione generale, sottolineando che i primi garanti dell’educazione alimentare di un bambino sono i genitori. Da azzurro, inoltre, credo che le istituzioni non dovrebbero eccessivamente invadere la sfera privata del cittadino. A questo proposito, il sindaco è intervenuto con un intervento finale, quando le repliche non sono più ammesse, affermando che certe dichiarazioni nella nostra aula consiliare non dovrebbero esistere, che siamo uomini delle istituzioni, che la scuola deve educare su tutto, che l’alimentazione fa parte dell’educazione che dobbiamo fornire, che bisogna sperimentare i cibi per far conoscere nuovi sapori e che questo deve essere fatto alla stessa maniera per tutti, ecc.”.

“Non avendo potuto rispondere, ho replicato fuori microfono, piuttosto seccato perché avrei voluto farlo formalmente e, scusandomi con il presidente Menesini dal momento che il mio comportamento non è stato in linea con il regolamento dell’aula – conclude Scannerini – Preciso quindi, qui, quella che sarebbe stata la mia risposta completa: volere troppo “insegnare come vivere” ai cittadini da parte dello Stato e delle sue suddivisioni è, a mio parere, sempre sbagliato. Non si può, in quanto uomini delle istituzioni, cercare di permeare ogni aspetto della vita quotidiana dell’individuo con un’eccessiva invadenza, poiché è un approccio rischio e anche controverso. Per me, lo Stato esiste per servire l’individuo, non il contrario, e la scuola, indubbiamente importante nella crescita di un giovane trasmettendole i princìpi di legalità e educazione civica prima di tutto, non può sostituire la famiglia, che rimarrà sempre il primo attore nell’educazione di un figlio, per quanto riguarda le questioni di sua competenza. Ci sono settori, come quello alimentare, in cui saranno sempre i genitori a sapere cosa è meglio per la salute del proprio figlio. Se vogliamo dirla tutta, poi, non vedo molta educazione nel servire cibi che per lo più rimangono non consumati, con studenti che tornano a casa affamati. Un menù più semplice ma efficace. Bilanciato sì, ma gustoso, per saziarli e permette loro di affrontare il resto della giornata. Questo è il servizio che dovremmo garantire. Questo è il nostro lavoro”.

2025-03-13 10:00:00