
Lucca, 7 giugno 2026 – “Ponte Ungaretti”, o “Ponte Falcone e Borsellino” o ancora “Ponte Giovanni Paolo II”: ecco i tre nomi che la maggioranza di centrodestra del Comune di Lucca aveva proposto al sindaco prima che scattasse la scelta di Pardini di delegare a un percorso partecipativo organizzato dalla Provincia la scelta del nome del nuovo ponte sul Serchio.

A Palazzo Santini, prima di questo colpo di scena, erano state organizzate più riunioni di maggioranza, con i consiglieri comunali, per provare a selezionare una rosa di nomi a cui intitolare il ponte che è stato realizzato dalla Provincia con fondi principalmente statali (del Ministero delle Infrastrutture) e solo in parte propri e della Regione.
Negli incontri, erano emersi parecchi nomi, ma consapevoli dell’importanza del ponte, un po’ tutta la maggioranza si era orientata su nomi di grande impatto evocativo, a partire ovviamente da quello di Giuseppe Ungaretti che con il fiume e la città ha avuto un rapporto strettissimo e che è uno dei lucchesi che hanno segnato il secolo scorso, un gigante della poesia che ha raggiunto vette espressive mai calpestate in precedenza.
Ma, all’interno della maggioranza, era stato preso in esame anche il nome dei due magistrati eroi, vittime della mafia, e la scelta, considerando che il ponte nella zona di Ponte a Moriano è intitolato al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, anch’esso caduto per mano della mafia, era in coerenza. Infine, ecco il nome di un papa santo e universalmente riconosciuto per il suo lungo e fecondo pontificato come papa Giovanni Paolo II: “È stato costruttore di ponti”, precisò in uno degli incontri l’assessore alla Toponomastica Moreno Bruni.
Tre intitolazioni di alto profilo che improvvisamente sono finite in cantina. Dopo alcuni incontri, infatti, i consiglieri di maggioranza non hanno saputo più nulla della vicenda dell’intitolazione del ponte, salvo scoprire, in molti casi dalla stampa, dell’accordo intervenuto tra il sindaco Pardini e il presidente della Provincia Pierucci per “appaltare” la scelta del nome a un concorso gestito totalmente da Palazzo Ducale. Un colpo di scena che ha lasciato interdetti molti e che ha generato riserve anche in considerazione delle modalità poi con cui si è arrivati alla scelta dei nomi da mettere in votazione online.
A maggior ragione considerando che la ratifica del nome prescelto sarà comunque di competenza del Comune di Lucca che, al di là di qualche generica rassicurazione data ai membri della maggioranza, non ha praticamente svolto un ruolo attivo in partita, rinunciando alle sue prerogative. Una scelta che ha lasciato l’amaro in bocca a molti.
2026-06-07 03:01:00

