
Un Napoli diesel. Il che, con i prezzi attuali, non è sempre un lusso che possiamo permetterci. Cominciamo con le note positive: se le condizioni migliorano con il trascorrere del tempo, significa che stai lavorando bene. Nonostante tutti i cambiamenti che ci sono in serate come questa. Allegri ruota tutto e fa ruotare tutti, riparte dall’unica certezza vista finora tra Dimaro e Castel di Sangro (il 4-3-3 iniziale) e ottiene una vittoria che non servirà a nulla, ma dà sempre morale. Che quando non arriva poi tutti si preoccupano. E quindi il risultato, che è molto importante. Il corto-muso è una variabile controllata da Max, che non si ferma mai e che applaude i suoi quando può. Che plasmanda il Napoli cambiandolo più volte nel corso della partita. Non solo nei giocatori ma anche nelle idee. Quelle che resistono.
LE NOTE POSITIVE
Sopra a tutti: Politano e Anguissa sembrano già in forma da campionato. Non a caso è l’ala azzurra a inaugurare la serata del gol con un tiro al volo che ricorda i migliori gol di Matteo. Che qualche minuto prima della mezz’ora potrebbe addirittura raddoppiare ma colpisce solo la traversa. L’intesa con Spinazzola, comunque, c’è. Così come quella con Di Lorenzo dal suo lato, una corsia che però perde Anguissa per far spazio a Folorunsho. Zambo è dall’altro lato: altro che mercato. È uno dei più in forma, recupera palloni e macina chilometri. Insomma, il vecchio Anguissa. La squadra alza il ritmo grazie a loro e trova occasioni (non sfruttate) prima dell’intervallo. Il camerunense è tra i pochi a rimanere in campo anche all’inizio del secondo tempo, quando Max cambia tutto anche nel modo di posizionarsi in campo. Il gol di Lucca per il raddoppio è un piccolo gioiello, l’indice all’orecchio dell’attaccante un po’ meno. Ma, in un momento difficile, ci sta.
QUANTI NAPOLI
Allegri ci prova nella seconda parte di partita, anche quando Obaretin atterra Budimir (errore in impostazione di Alisson) e gli concede il rigore che riapre la partita. Cambia e rivoluziona il Napoli: l’ingresso di Vergara e Prisco gli permette di spostarsi con tre esterni dietro la prima punta, Lang e Alisson non solo si parlano ma spesso rischiano di pestarsi i piedi. Le occasioni, comunque, arrivano, anche quando il Napoli lascia troppo spazio agli avversari in contropiede. Kike rischia il pareggio, il Napoli sembra non curarsene: macina il suo gioco, mette in campo le sue idee. Da questo punto di vista, sembra una squadra con già una identità chiara all’inizio di agosto. Il miglior indicatore per Allegri finora. La chiusura è tutta azzurra: Vergara spreca, Mazzocchi sbaglia davanti alla porta, Lang fa l’equilibrista e Alisson va vicino al tris.
Si vede un accenno di difesa a tre, con Noa provato su tutta la fascia, Vergara e Santos dietro l’attaccante. Ma cambia poco, sicuramente non il risultato: il corto-muso è nel destino ed è il primo della gestione napoletana. Non arrivano tre punti ma più di tre indicazioni importanti sì. Soprattutto per quello che c’era alle spalle di Max: il livornese aveva in “tribuna” sia McTominay che De Bruyne, la splendida coppia da integrare in un ottimo Napoli, che può sorridere per una serata e poi domani tornare ad allenarsi. Ci sono altri due test match, c’è soprattutto un’altra settimana di duro lavoro davanti agli azzurri. Con il mercato che chiama e gli occhi interessati di Aurelio De Laurentiis: il patron ha seguito tutta la partita a bordo campo, telefono in mano e occhi scuri senza mostrare le emozioni. Il suo Napoli sta prendendo forma, ma è ancora lontano dal suo meglio.
2026-08-06 00:25:00