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“Con-vivere” a Carrara

Inizia la ventunesima edizione del Con-vivere Carrara Festival, in programma dal 10 al 13 settembre 2026. Quest’anno il tema è “abitare”, con la consulenza scientifica di Elena Granata. Il Festival è stato fondato e curato per quattordici edizioni da Remo Bodei e dal 2020 si avvale della collaborazione di un consulente scientifico scelto ogni anno in base al tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”, Telmo Pievani “cura” nel 2021, Maurizio Ferraris “tracce” nel 2022, Laura Boella “umanità” nel 2023, Mauro Ceruti “cambiamento” nel 2024 e Luigina Mortari “plurale” nel 2025. Anche quest’anno la direzione è di Emanuela Mazzi.

Il programma è stato presentato questa mattina nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati dall’assessora alla cultura Cristina Manettii con il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara Enrico Isoppi, l’assessora alla cultura del Comune di Carrara Gea Dazzi, la consulente scientifica dell’edizione 2026 Elena Granata, (connessa in remoto) e la direttrice del Festival Emanuela Mazzi.

“Con-vivere – ha affermato l’assessore Manetti – è uno dei festival culturali più autorevoli nel panorama italiano, un evento che nel corso degli anni ha saputo unire rigore filosofico e capacità di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. È un’eredità preziosa, costruita sui fondamenti posti dal grande filosofo Remo Bodei, che continua a vivere e a rinnovarsi affrontando ogni anno questioni di grande attualità. Quest’anno il festival ci invita a riflettere sul concetto di abitare, un concetto che supera l’idea di occupare uno spazio fisico. Abitare significa costruire relazioni, condividere luoghi, prendersi cura delle persone, delle comunità e dell’ambiente. Significa essere parte di una storia collettiva e contribuire, con responsabilità, a renderla migliore. Questo è il valore più profondo di un festival come Con-vivere: trasformare la cultura in un’opportunità di incontro, dialogo e partecipazione, rendendo la città un luogo vissuto e condiviso, dove la conoscenza si trasforma in un’esperienza comune”.

Quest’edizione accoglierà Stefano Bartezzaghi, Mariasole Bianco, Laura Boella, Paola Bonfante, Barbara Carnevali, Sarah Gainsforth, Franco La Cecla, Simone Pollo, Andrea Staid, Beatrice Zerbini e molti altri. In programma la musica di Irene Fornaciari, Michele Bravi e Rocco Papaleo con la sua band; da non perdere a Con-vivere 2026 anche gli incontri con Paolo Colombo, Walter Veltroni, Gino Castaldo ed Ema Stokholma.

Il programma di questa edizione includerà conferenze, incontri, spettacoli di parola e musica, passeggiate tematiche, mostre, laboratori per tutte le età, eventi dedicati al cibo, alla salute, alla scuola e all’impegno civico. Il tema dell’abitare attraverserà diverse discipline e linguaggi, dalla filosofia all’urbanistica, dalla pedagogia all’arte, dalla sociologia alla storia e alla scienza, con uno sguardo ampio sul nostro modo di stare al mondo e di prenderci cura degli spazi, delle relazioni e dell’ambiente. Ciò avverrà nei vari luoghi della città che verranno rielaborati nei giorni del festival. In questo modo il festival stesso diventa l’esempio concreto di cosa significhi “abitare”. Non ci si limita a presenziare al festival, lo si vive attraversando la città.

Ad inaugurare il festival il 10 settembre sarà la consulente scientifica Elena Granata, con la conferenza dedicata al tema di questa edizione. Una riflessione che esplora la profondità del concetto di abitare e le sue molteplici sfaccettature. Abitare è molto più di avere una casa: significa avere un posto nel mondo, relazioni di prossimità, città accoglienti; significa radicamento e relazione con la natura e con il pianeta. Abitare come dimensione progettuale, che si confronta con la domanda: come vogliamo ancora vivere insieme?

La prima sessione tematica invita a ridisegnare i confini degli spazi urbani, non più considerati solo come aggregati di cemento, ma come luoghi da ripensare in chiave ecologica, educativa e sociale. Gli incontri esploreranno la crisi abitativa, l’urbanizzazione dei conflitti e la necessità di far tornare la natura e l’infanzia al centro della progettazione comune. Riccardo Bosi, pediatra impegnato sul campo in contesti di marginalità sociale, migrazione e vulnerabilità minorile, affronterà con I desaparecidos delle nostre città, il tema dell’infanzia espulsa dagli spazi urbani contemporanei, chiedendosi come si possano ridisegnare città più ospitali per i bambini e quindi per tutti. Sarah Gainsforth, con Oltre la rendita. Il valore del vuoto, rifletterà sulla crisi abitativa e sul significato ecologico, urbano e collettivo degli spazi non edificati, sottratti alle logiche della rendita e restituiti alla vita comune. La biologa vegetale Paola Bonfante, con Piante in città, rifletterà sul ruolo delle piante negli scenari urbani attuali e futuri, non solo come elementi decorativi, ma come sistemi viventi in grado di connettere atmosfera, suolo e qualità della vita. Annalisa Metta, architetto paesaggista, interverrà sul tema del paesaggio, inteso non come un luogo, ma come una “danza” costante di corpi, materia, pratiche, desideri, umani e non umani, che incessantemente si avvicinano, sfiorano, si sovrappongono, generando aderenze e attriti, inciampi e abbracci.

La filosofa Anna Lazzarini, con Abitare la città-mondo, mostrerà come la città sia oggi il luogo in cui si condensano le contraddizioni e la complessità del mondo contemporaneo.

La dimensione internazionale appare evidente anche se si guarda alle città coinvolte in conflitti. La guerra moderna si combatte sempre più all’interno delle città. Perché? Quali sono le conseguenze? L’intervento di Francesco Chiodelli (docente di geografia economica e politica), Città in guerra, analizzerà l’urbanizzazione dei conflitti armati, mostrando come anche le guerre apparentemente più lontane abbiano un impatto profondo sulla vita quotidiana nelle nostre città.

Il secondo percorso tematico allarga l’orizzonte alla dimensione globale e alle grandi sfide dell’Antropocene. Un percorso per interrogarci sul futuro del pianeta e sulla nostra percezione della realtà, in bilico tra ecosistemi naturali e mondi digitali. Dalla sostenibilità dei mari all’etica del progresso e ai limiti della nostra presenza sulla Terra. Lo sguardo dall’esterno sul pianeta, reso possibile dalla rivoluzione spaziale moderna, costringe a ripensare geopolitica e globalizzazione: ne parlerà il filosofo Matteo Vegetti nel suo intervento La crisi dello spazio contemporaneo.

La filosofa Laura Boella, con Su che pianeta abit
2026-08-06 09:36:00