
La storia della denominazione del ponte sul Serchio, delegata alla Provincia dal sindaco Pardini senza consultare la sua maggioranza attraverso un concorso che ha coinvolto solo alcune classi superiori, si sta ampliando da un dibattito cittadino a un caso politico sempre più rilevante. Anche tutti i tre consiglieri comunali della lista Difendere Lucca che fanno parte della maggioranza hanno sottoscritto l’appello per includere Giuseppe Ungaretti tra i possibili nomi per il nuovo ponte sul Serchio, contestando inoltre il metodo utilizzato dalla Provincia.
I tre si uniscono ad altri tre membri della maggioranza (il capogruppo della Lega Armando Pasquinelli e quello di Fratelli d’Italia Lido Fava insieme a Mara Nicodemo), che nei giorni scorsi hanno aderito all’appello: in pratica tre capigruppo su cinque che compongono la coalizione, sei consiglieri su diciannove.
“Poche classi coinvolte e una evidente influenza dei professori sugli studenti – scrivono i consiglieri di Difendere Lucca, Lorenzo Del Barga, Gino Simi e Andrea Barsanti – ci eravamo già pronunciati in modo critico quando è stata rilasciata la terna di nomi (Airone, Paoli, Matilde di Canossa) dai quali mancava il nome di Ungaretti, nonostante fosse già stato richiesto da un pubblico vario prima dell’inizio della procedura della Provincia”.
I consiglieri esprimono forti dubbi sul meccanismo adottato e sulla sua rappresentatività.
“Abbiamo quindi firmato con convinzione l’appello lanciato da Umberto Sereni e Vincenzo Pardini – continuano – per colmare questa mancanza. Un appello che è già più rappresentativo del progetto provinciale, che ha coinvolto poche scuole e poche classi. L’appello per Ungaretti, invece, ha scosso in modo trasversale la città, forse come mai prima d’ora. Una constatazione che nessun rappresentante della cittadinanza può ignorare”.
Ma la posizione non si limita alla scelta di firmare l’appello: Difendere Lucca ricorda che l’atto finale del processo è di competenza esclusiva del consiglio comunale, dove il movimento è rappresentato da due assessori. “Il gesto gentile del Comune, a cui per legge spetta la denominazione del ponte – conclude Difendere Lucca – è stato interpretato dalla Provincia a guida Pd come un permesso per mettere il suo cappello dietro al paravento della consultazione studentesca. Per questo chiediamo che si riveda la scelta, ricordando che l’ultima parola spetta al consiglio comunale, rappresentativo della maggioranza della città”.
Fabrizio Vincenti
2026-06-14 07:14:00