
LUCCA. Le estati di una volta non esistono più. Neanche nelle sale operatorie del San Luca. Se i chirurghi continuano a lavorare quasi a pieno regime anche in luglio e agosto, in questo periodo sono spesso i pazienti che chiedono di posticipare a settembre. Le richieste di rinvio degli interventi programmati, a causa di vacanze già prenotate e la paura di affrontare la riabilitazione con temperature equatoriali, sono raddoppiate nelle ultime settimane. È uno dei fenomeni che accompagna la trasformazione dell’attività chirurgica dell’ospedale di Lucca: finita l’epoca delle sale operatorie quasi in ferie, oggi il lavoro prosegue praticamente senza interruzioni per ridurre le liste d’attesa, con l’unica vera ridistribuzione concentrata nella settimana di Ferragosto. Analizziamo i numeri.
Più ore in sala
In questo mese di luglio 2026 sono previste complessivamente 1.061 ore di sala operatoria distribuite su 23 giorni lavorativi, pari a una media di 46 ore di attività al giorno. Nel 2019, ultimo anno pre-Covid utilizzato come riferimento per monitorare l’attività, le ore erano 1.022 (44 al giorno), mentre nel 2025 erano arrivate a 1.044 (45 al giorno). In termini percentuali, ciò rappresenta un aumento del 4,84% rispetto al 2019 e del 2,51% rispetto all’anno scorso. A agosto si rallenta, ma solo per una settimana. L’attività non si interrompe, ma viene riprogrammata. «Le nostre 12 sale operatorie rimangono sostanzialmente tutte aperte durante l’estate – spiega Francesco Puggelli, direttore sanitario del San Luca –. C’è una leggera riduzione dell’orario di apertura e una vera riprogrammazione solo nella settimana di Ferragosto, quando vengono effettuate cinque sessioni operative. Per il resto, l’attività rimane quasi invariata».
Il diritto alle vacanze
Il periodo vacanziero, ricorda il direttore sanitario, va dal 15 giugno al 15 settembre e rappresenta un diritto irrinunciabile per i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari. «Cerchiamo di bilanciare tre fattori: garantire le vacanze del personale, rispondere alla diversa disponibilità dei pazienti durante l’estate e continuare a lavorare ogni giorno per ridurre le liste d’attesa». Un equilibrio non facile da trovare, ma sembra che si possa riuscire. Anche perché in questo periodo c’è un altro fattore da considerare.
Boom di rinvii da parte dei pazienti
Uno degli aspetti più interessanti emersi dal monitoraggio riguarda proprio il comportamento dei pazienti. «Non è solo l’ospedale che ha bisogno di organizzare le vacanze – osserva Puggelli –. Molti pazienti preferiscono posticipare gli interventi programmatis da mesi perché hanno organizzato le vacanze o perché, dopo un intervento ortopedico, dovrebbero affrontare la riabilitazione proprio durante l’estate». I numeri confermano questo trend. Le richieste di rinvio fatte direttamente dai pazienti sono passate dai 42 registrati nel febbraio 2026 agli 85 di giugno, praticamente il doppio. Succede soprattutto per gli interventi non urgenti, come le protesi o le ernie. «C’è chi ci dice: “Ho già prenotato le vacanze, preferisco operarmi a settembre”, oppure chi convive con un’ernia da tempo e decide di aspettare ancora qualche mese pur di non rinunciare all’estate», spiega il direttore sanitario.
Produzione in crescita
Nonostante l’aumento delle richieste di rinvio da parte dei pazienti, il bilancio produttivo continua a migliorare. «Il primo semestre del 2026 si chiude con 102 interventi chirurgici ordinari rispetto allo stesso periodo del 2025 e con altri 204 interventi tra chirurgia ambulatoriale semplice e complessa: in totale parliamo di 306 prestazioni aggiuntive», sottolinea Puggelli. Questo risultato dimostra come il mantenimento dell’attività estiva sia ormai uno degli strumenti utilizzati dall’ospedale per ridurre progressivamente le liste d’attesa accumulate negli anni più difficili. Sempre che i pazienti non siano in vacanza.
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2026-07-14 12:57:00