
Porcari (Lucca), 5 febbraio 2025 – La tragedia di Rughi, a Porcari, riporta indietro le lancette della memoria di oltre trent’anni, a un episodio che ancora oggi resta impresso nella comunità della Piana lucchese. Era il 28 febbraio 1992 quando, anche allora per esalazioni di monossido di carbonio sprigionatesi da una caldaia a metano difettosa e da una canna fumaria malfunzionante, morirono quattro persone della stessa famiglia.
Una famiglia colpita dalla tragedia
A perdere la vita furono Raffaello Malanca, autista comunale di 46 anni, la moglie Piera Calistri, casalinga di 45, e le figlie Ilaria e Greta, di 17 e 14 anni, entrambe studentesse. Una tragedia domestica che sconvolse l’intero paese e che oggi torna dolorosamente d’attualità dopo la nuova strage avvenuta nella serata di ieri.
La famiglia Kola
Il ricordo sui social
Il ricordo di quella famiglia riaffiora anche sui social, dove numerosi cittadini hanno commentato il post del sindaco Leonardo Fornaciari, con cui il primo cittadino ha dato notizia dell’accaduto. «Purtroppo ricordo la famiglia Malanca, li conoscevo… mi sono tornati subito in mente», scrive un utente. «Anche a me è subito venuta in mente Ilaria e la sua famiglia», aggiunge un altro.
La scoperta del dramma
Nel 1992 a scoprire la tragedia fu il fidanzato della figlia maggiore che, non ricevendo risposta dal campanello della villetta, lanciò l’allarme ai vigili del fuoco. Una volta entrati nell’abitazione, i soccorritori trovarono la madre e le due ragazze nei loro letti, mentre il padre giaceva a terra nel bagno. Nei giorni precedenti tutti avevano accusato sintomi come nausea e stanchezza, segnali rivelatisi poi le avvisaglie dell’intossicazione. Solo il nonno, Giuseppe Malanca, si salvò perché in quei giorni ricoverato in ospedale per un’embolia polmonare. Oggi, la comunità di Porcari si trova purtroppo a rivivere lo stesso dolore.
2026-02-05 09:00:00
