
Lucca, 21 luglio 2026 – Nel cestino di vimini della bicicletta sono presenti due oggetti inusuali: un termometro da esterno e una pistola ad infrarossi. Ci vogliono solo pochi minuti a piedi per passare da una città all’altra. Una Lucca in cui il caldo si fa appena sentire quanto basta per rallentare il passo e un’altra dove l’aria sembra stagnante e la pietra restituisce tutto il calore accumulato durante il giorno. Nel centro storico, con le sue piazze soleggiate, vicoli ombrosi e la verdura delle Mura, cambiano anche le temperature. Osservando i dintorni, ogni passante applica il proprio rimedio contro l’afa.

C’è chi si rinfresca con un ventaglio, chi cammina con un ventilatore portatile rivolto verso il volto, chi tiene in mano una bottiglia d’acqua enrichita di sali minerali e chi, più semplicemente, si concede un gelato. Le strade del centro sono ricche di coni e coppe e le gelaterie sono, senza dubbio, tra i luoghi più affollati. Tra gli sguardi curiosi di chi tentava di capire cosa stessi facendo, ho tirato fuori dal cestino, come se fosse uno degli “oggetti” dal taschino di Doraemon, i due strumenti che mi avrebbero permesso di delineare una breve geografia del caldo di Lucca, alla ricerca dei luoghi più freschi e dei più torridi del centro storico. Il risultato racconta una città dove, nel giro di poche centinaia di metri, la temperatura cambia notevolmente.
Il punto più caldo del nostro percorso è stato via Arcivescovato, dove il termometro ha raggiunto i 42 gradi. E, infatti, la strada sembra confermare il verdetto: il retro della cattedrale è quasi deserto. I visitatori preferiscono sostare davanti alla facciata principale, dove almeno un po’ d’ombra offre un po’ di sollievo. Non lontano, in piazza San Michele, si raggiungono i 39 gradi. Sotto l’ombra dei tendoni dei bar, però, il tempo sembra passare più lentamente.
I tavoli sono quasi tutti occupati e i turisti, piuttosto che rinunciare a un cappuccino o a una pausa con vista sulla facciata della chiesa, preferiscono non fermarsi nemmeno nelle ore più calde. In piazza San Martino e in piazza Anfiteatro il termometro segna 38 gradi. A osservare con un pizzico di scoramento la piazza ellittica sono principalmente i camerieri dei ristoranti, che lamentano una diminuzione dei clienti nelle ore più calde della giornata. Una soluzione strategica? Il mojito ghiacciato, che, a loro parere, è tra le richieste più frequenti. La sorpresa arriva spostandosi di poche centinaia di metri. In via Fillungo, protetta dall’ombra continua degli edifici, il termometro scende fino a 34 gradi. Un sollievo per chi vuole fare shopping.
La stessa temperatura dell’aria è registrata anche sul baluardo San Colombano, il punto più fresco del percorso. Le Mura, grazie ai grandi alberi e ai bastioni ombrosi, si rivelano il luogo ideale per una passeggiata o per concedersi una pausa su una panchina, magari mangiucchiando qualcosa. Eppure il caldo non sembra fermare nessuno. L’immagine che colpisce di più è quella di una madre che spinge un risciò con sopra i suoi figli lungo la salita delle Mura, mentre poco più avanti gruppi di turisti continuano a camminare con la mappa in mano, alternando brevi pause all’ombra a tappe nelle chiese, nei bar e nelle gelaterie. Perché, in fondo, anche con 40 gradi, la voglia di scoprire Lucca sembra prevalere sempre.
2026-07-21 02:21:00