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La statua di Don Milani a Lucca e il caso della frase anticomunista: «Non lo rappresenta»

di
Antonella Mollica

La protesta degli ex allievi e della Fondazione per l’iscrizione sotto la statua del priore di Barbiana a Vagli

La scultura in marmo di Don Lorenzo Milani ci sarà sicuramente a Vagli, in Garfagnana. Verrà inaugurata venerdì prossimo, come da programma. Ma solo all’ultimo momento si saprà se sparirà la targa contestata, con la citazione contro il comunismo che non sarebbe mai stata pronunciata dal priore di Barbiana, come chiesto dagli ex allievi. «Quelle frasi non rappresentano il suo pensiero e i suoi insegnamenti», hanno scritto in una lettera aperta al sindaco di Vagli dopo che il caso è stato sollevato sul Corriere della Sera da Pietro Ichino: «Ripensi alla scelta di inaugurare la statua con quella frase. Lo faccia non solo per rispetto di una persona, un prete, un maestro chiaro, trasparente e sempre dalla parte dei diseredati senza compromessi, morto da oltre sessanta anni, lo faccia per onestà verso i cittadini che si troverebbe a riflettere su una contraddizione palese fra verità, realtà e distorsione della storia».

«Sarà il Consiglio comunale a decidere», taglia corto il primo cittadino Mario Puglia che non si aspettava tanto clamore. Dalla Fondazione è partita una diffida legale al comune di Vagli mentre su Change.org è apparsa una petizione per cambiare quella frase «che non rappresenta i valori e l’esempio del priore di Barbiana».



















































La targa al centro della polemica è una frase attribuita al fondatore della scuola di Barbiana nel luglio 1966: «Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi».

«Siamo sorpresi e sconcertati — si legge nella lettera di protesta sottoscritta dall’Istituzione Don Milani di Vicchio, dalla Fondazione Don Milani e dal Gruppo Don Milani di Calenzano — ammesso si tratti veramente di una frase presa da una lettera a un giovane di quell’epoca che a Barbiana si è visto in qualche visita fugace, ci preme informarla per quanto vissuto accanto a lui 12 ore al giorno per tutti i giorni dell’anno e per molti anni, quanto riportato su quella lapide non rappresenta assolutamente il suo pensiero e i suoi insegnamenti. Se avrà la pazienza di leggere i suoi scritti, le sue lettere troverà qualcosa di molto diverso. Mai troverà una rozzezza di espressione nè dei concetti come riportati nella targa. Provi a rileggere lettera ai cappellani militari, lettera ai giudici, o le lettere inviate al cugino Carlo negli Usa, inizio anni ‘50, dove si può apprezzare non solo uno stile, una sintassi e sopratutto dei concetti, compiuti e mai dozzinali».

«Don Milani visse da convinto antifascista, per il riscatto degli ultimi e per realizzare in concreto l’articolo 3 della costituzione col suo lavoro di maestro. Basta con i tentativi di appropriazione di una destra falsa che vuole distruggere la scuola della Costituzione», le parole di Antonio Foti Valente, presidente dell’Istituzione Don Milani.

«L’ha voluta la Curia quella statua, a quelle frasi non abbiamo dato molta importanza — spiega il sindaco Mario Puglia — venerdì, prima dell’inaugurazione, ci sarà il Consiglio comunale che deciderà cosa fare. Intanto abbiamo già fatto preparare una targa alternativa con solo il nome e il cognome. Poi iniziamo a lavorare per la prossima statua, quella di Silvio Berlusconi».


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26 luglio 2026

2026-07-26 15:39:00