Press ESC to close

Lucca, stessi turisti ma meno affamati: nei ristoranti consumi in calo

LUCCA. Le presenze in città sono rimaste pressoché le stesse dell’estate 2025, un risultato imprevisto considerando l’attuale contesto geopolitico, ma i consumi sono diminuiti. Sarebbe prematuro eccessivo parlare di un cambio di tendenza. La “fotografia” scattata nei giorni scorsi da Confcommercio Lucca-Massa Carrara suggerisce di analizzare l’intera stagione corrente, considerata atipica dai professionisti del settore. Tra l’emergenza del caldo, l’aumento dei prezzi energetici, le tensioni nel Medio Oriente e anche la disputa della Coppa del Mondo di calcio, che ha tenuto occupate per un mese le squadre di inglesi, tedeschi, francesi e spagnoli, ci sono stati molti fattori che hanno contribuito a una generale contrazione dei consumi in molti settori.

Cause multiple

Il superamento del fine settimana di Ferragosto consente agli operatori del settore di fare un bilancio parziale su una stagione che si avvicina alla sua conclusione. «Speriamo di trovare sollievo nelle settimane del Settembre Lucchese ma, al momento, rispetto all’anno scorso abbiamo notato una diminuzione dei consumi – afferma il presidente provinciale di Fipe ristoratori Antonio Fava – è un dato di fatto che non riguarda solo la nostra categoria. Diversi fattori hanno contribuito a questo sviluppo: la situazione internazionale, l’aumento dei costi energetici, la Coppa del Mondo di calcio e soprattutto il caldo intenso. A Ferragosto abbiamo registrato dei buoni numeri anche grazie ai molti italiani che non sono andati all’estero». Secondo Fava, l’emergenza caldo non è l’unica causa di questa diminuzione dei consumi. «Ha sicuramente giocato un ruolo importante, costringendo i ristoratori a modificare i loro menù proponendo piatti più leggeri, con una conseguente diminuzione degli ordini di piatti tradizionali come i tordelli – sintetizza il Presidente della Fipe – Le alte temperature hanno portato molti clienti a preferire i ristoranti situati in collina. È sicuramente necessario un intervento di rigenerazione urbana che pensi alla città come luogo di aggregazione sostenibile».

Senza pessimismo

Stefano De Renieri, proprietario del ristorante “Il Mecenate” in via del Fosso, consiglia di aspettare prima di fare un bilancio definitivo sulla stagione. «Abbiamo ancora davanti settembre, ottobre e il Lucca Comics – avverte – un clima più mite, una buona proliferazione di funghi e altri fattori potrebbero aiutarci. Aspetterei metà novembre prima di fare un’analisi. Ho notato, tuttavia, una diminuzione dei consumi legata alla qualità: molti clienti, per fare un esempio, hanno ordinato un piatto da condividere in due. Le cause possono essere riassunte nell’aumento dei costi energetici, nelle continue tensioni internazionali e anche nel gran caldo. Spero che queste temperature siano un’eccezione perché se dovessero diventare la norma di ogni estate, sarebbero necessarie delle contromisure». De Renieri parla senza mezzi termini di una stagione estiva atipica. «Non ricordo tre mesi di alta stagione, fatta eccezione per gli anni contrassegnati dal Covid, influenzati da fattori diversi ma altrettanto impattanti – conclude il ristoratore, custode della tradizionale cucina lucchese – Questa situazione ha avuto maggiormente ripercussioni sui ristoranti frequentati esclusivamente dai turisti. Coloro, invece, che possono contare anche su una clientela abituale di lucchesi hanno avuto riscontri differenti. Sono di natura ottimista, quindi classificherei l’estate 2026 come particolare. Non vedo inversioni di tendenza rispetto al recente passato all’orizzonte».
 

2026-08-24 16:56:00