
Pisa — Di tutte le persone a cui avrebbe potuto rivolgersi quella sera, ha scelto proprio quella sbagliata. È la notte di Halloween del 2019, il centro storico è pieno di ragazzi in maschera e di festa, e in via Notari, in pieno centro, un giovane di origine senegalese avvicina un uomo e gli propone della marijuana. Non può sapere che si tratta di un carabiniere, in abiti civili e libero dal servizio.
Il militare, a quel punto, si qualifica. Il ragazzo viene accompagnato in caserma e perquisito: secondo la ricostruzione dell’Arma ha con sé due involucri da 1,4 grammi ciascuno, 2,8 grammi in tutto, ma nemmeno un euro in tasca. Scatta la denuncia per spaccio.
Il processo e la richiesta del pm
Da quella denuncia è nato un procedimento penale che si è chiuso soltanto nei giorni scorsi, quasi sette anni dopo i fatti, davanti al tribunale di Pisa. Al giovane veniva contestata l’ipotesi di spaccio di lieve entità, prevista dal quinto comma dell’articolo 73 del Testo unico sugli stupefacenti, che prevede pene ridotte per i casi di minore gravità.
Il vice procuratore onorario Giovanni Pepe aveva chiesto la condanna a 6 mesi di reclusione e 1.200 euro di multa. Di segno opposto la linea della difesa, affidata all’avvocata Barbara Druda, che ha chiesto l’assoluzione e, in via subordinata, il proscioglimento per la particolare tenuità del fatto.
Niente soldi addosso, nessuna cessione
Il punto centrale della difesa: il ragazzo, ventenne e incensurato, non aveva denaro con sé, segno che nessuna vendita era ancora avvenuta. Una tesi che ha convinto la giudice Beatrice Giovannetti, che al termine dell’udienza ha pronunciato la sentenza di assoluzione.
Si chiude così, con un epilogo favorevole all’imputato, una vicenda nata quasi per caso in una delle notti più affollate dell’anno nel centro di Pisa, e trascinatasi nelle aule giudiziarie per sette anni per pochi grammi di sostanza.
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