
Montecatini Terme – Il cantiere era finito da poco, la facciata era tornata a nuovo e il palazzo era stato messo in sicurezza contro i terremoti. È bastata una notte perché la sede della Società di Soccorso Pubblico, al civico 22 di via Manin, si ritrovasse con i muri imbrattati di scritte e i segni di un tentativo di forzare uno dei vetri dell’ingresso principale.
Il raid è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì. Chi è passato da via Manin la mattina dopo si è trovato davanti le pareti appena ritinteggiate già sporcate, e una vetrata della facciata che qualcuno aveva cercato di aprire con la forza.
«Adesso ci attaccano anche la sede»
A non nascondere l’amarezza è il presidente dell’associazione, Gabriele Pellegrini, che lancia un allarme preciso sulla zona: «Adesso ci attaccano anche la sede. Se devono iniziare a farci scritte di questo genere, siamo messi proprio male. Non bastava che i vandali e gli sbandati venissero in questa zona la sera. La situazione si sta prospettando difficile».
Parole che pesano, perché via Manin è da tempo una delle strade più delicate della città termale, spesso al centro di segnalazioni per degrado urbano e sociale. E la sede della Soccorso Pubblico, con la sua riqualificazione, doveva essere proprio uno dei segnali di rinascita per tutta la via.
Un restyling da oltre quattro milioni
L’edificio è stato appena restituito alla città dopo un intervento da oltre quattro milioni di euro, interamente coperto dagli incentivi pubblici statali passati attraverso Eni Plenitude, con i lavori affidati all’impresa edile Bm di Pietrasanta.
Il progetto ha riguardato sia i consumi sia la sicurezza. Sul fronte energetico sono arrivati il cappotto termico sulle superfici, infissi completamente nuovi, un impianto di climatizzazione elettrico e un fotovoltaico con batterie di accumulo. Sul fronte antisismico sono state risanate le parti in cemento armato ormai deteriorate, consolidati i nodi della struttura e potenziato il sistema antiribaltamento delle murature perimetrali.
Proprio per questo lo sfregio fa ancora più male ai volontari: in una sola notte qualcuno ha preso di mira un presidio che serve a tutta la comunità, e che da poco era tornato a essere un piccolo orgoglio per il quartiere. Ora, oltre a ripulire i muri, in via Manin c’è da ricucire anche il senso di sicurezza.
Lascia un commento