
PIETRASANTA — Dopo cinque mesi dietro le sbarre torna a casa, da moglie e figlio, il 45enne di Pietrasanta arrestato lo scorso maggio dalla Polizia postale con l’accusa di aver conservato e divulgato materiale pedopornografico tramite il computer. Lo riporta La Nazione.
Il pm del tribunale di Firenze Alessandro Moffa ha dato il consenso all’attenuazione della misura cautelare, concedendo gli arresti domiciliari come chiesto dall’avvocato Laura Silvestri. Accolta anche la richiesta di ammettere tre perizie — psichiatrica, psicologica e tecnico-informatica — più i testimoni, a partire dai familiari. Se venisse riconosciuto un vizio parziale di mente, l’uomo potrebbe ottenere fino a un terzo di sconto sulla pena: oggi rischia fino a 12 anni di reclusione.
Finora ha scontato cinque mesi, prima a Lucca e poi a Sollicciano (Firenze). Le manette erano scattate a maggio nell’operazione «Net Sweeping», coordinata dalla Procura di Firenze e condotta dal centro operativo per la sicurezza cibernetica della Toscana: sei persone tra i 45 e i 70 anni, residenti nelle province di Pisa, Lucca, Pistoia, Grosseto, Prato e Massa-Carrara. Al 45enne di Pietrasanta vengono contestati oltre 12mila file illeciti, tra foto e video, scaricati e condivisi in modo continuativo.
Dovrà restare ai domiciliari in attesa delle udienze del 13 e 25 gennaio al tribunale di Lucca, a porte chiuse, con il collegio presieduto da Alessia Solombrino. È probabile l’applicazione del braccialetto elettronico. «Serve attenzione quando si va su internet», ha ricordato l’avvocato Silvestri, sottolineando rischi anche involontari su certe piattaforme.
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