
Sono passati più di cinque mesi da quella mattina del 3 maggio, quando Piotr Bartlomiej Knapczyk è uscito a piedi dalla casa della madre, in via Aurelia Nord, e non è più rientrato. Da allora, del 48enne di origine polacca che da vent’anni vive a Capriglia, la frazione collinare di Pietrasanta, non si sa più nulla.
Nei giorni scorsi la moglie, Joanna Knapczyk, si è presentata ancora una volta alla stazione dei carabinieri di Pietrasanta, sperando in qualche novità sulle ricerche. Notizie, però, non ce ne sono. A raccontare la sua attesa è stata lei stessa, in un’intervista a La Nazione.
Solo il telefono, poi il silenzio
Piotr, giardiniere, da alcuni mesi viveva con la madre per motivi personali. Quando si è allontanato, spiega la moglie, attraversava un momento delicato dal punto di vista emotivo. Con sé aveva soltanto il cellulare, che da quel giorno risulta sempre irraggiungibile.
Nei primissimi giorni dopo la scomparsa erano arrivate alcune segnalazioni nella zona di Bicchio, che lo avrebbero visto da quelle parti. Poi più niente. L’unico segno arrivato dopo il 3 maggio è una lettera spedita per raccomandata, che Joanna conserva gelosamente: «In quelle parole c’è l’amore che provava, ma mi ostino a dire prova, per noi, per la sua famiglia».
«Un padre meraviglioso»
Joanna e Piotr sono sposati da 26 anni e hanno due figli: il maggiore ha 25 anni, il più piccolo 11. La donna racconta di averlo visto due giorni prima che sparisse e di aver avuto, già allora, il presentimento che stesse per succedere qualcosa di brutto. Lo descrive come «un marito, un padre meraviglioso», un uomo che faceva il suo lavoro con passione.
«Spero che torni – dice – e lo spero per la nostra famiglia, per nostro figlio di 11 anni al quale parlo sempre di suo padre». In questi mesi le è rimasta accanto Nadia Romano Prandi dell’associazione Penelope Toscana.
Chi avesse informazioni utili su Piotr Bartlomiej Knapczyk può rivolgersi ai carabinieri di Pietrasanta.
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