
«Se la gente non arriva a fine mese, perché la giunta di Altopascio ha sospeso il fondo sociale? Serviva solo per vincere le elezioni?». È la domanda, tutt’altro che retorica, che Maurizio Marchetti, consigliere di opposizione ed ex sindaco della città del Tau, rivolge alla sindaca Sara D’Ambrosio. L’intervento, riportato da La Nazione, prende di mira le recenti parole della prima cittadina in difesa di autotrasportatori e agricoltori, quel «Io non guardo altrove» che avevamo già raccontato.
«Fiumi di retorica, nessuna soluzione»
Per Marchetti quella presa di posizione è solo un esercizio di stile. «Fiumi di retorica e banalità sugli autotrasportatori», attacca il consigliere, che rimprovera alla sindaca di non aver speso «una parola sulle devastazioni» che hanno colpito persone che «vedono sfumare anni di sacrifici», se non per parlare di infiltrazioni. E qui l’affondo si fa personale: «Ma sa quello che dice? Chi sarebbero gli infiltrati? Li manda la Meloni? Per favore, ci risparmi queste sciocchezze».
Il punto, secondo l’esponente di opposizione, è che la preoccupazione per chi fatica ad arrivare a fine mese andrebbe dimostrata con i fatti in casa propria. Marchetti invita la sindaca a fare «mea culpa» e chiama in causa anche la politica nazionale, citando «i 300 miliardi di euro buttati da Conte e dal Pd prima del 2022». Ma la domanda che conta è un’altra: perché ad Altopascio il fondo sociale non è attivo?
L’autoprelievo del 10%: «Sbandierato, poi durato poco»
Il bersaglio principale è una misura che risale al primo mandato della giunta D’Ambrosio. «E quell’autoprelievo del 10% delle indennità di sindaco e giunta tanto sbandierato nel primo mandato?», chiede Marchetti. «Si trattava di un fondo costituito con questi soldi, fu sbandierato come la dimostrazione di una nuova coscienza sociale, ma è durato poco, come tante altre promesse e annunci fatti in questi anni».
C’è poi una questione di cifre. Secondo l’ex sindaco, «ora che sindaco e assessori guadagnano più o meno il doppio di prima», la stessa percentuale garantirebbe oggi «una cifra consistente». Da qui l’aut aut finale: «Delle due l’una: o era una mossa per vincere le elezioni, oppure oggi non ce n’è più bisogno. E allora bisognerebbe essere coerenti. Come accade a livello nazionale, sono tutte strumentalizzazioni per motivi elettorali. Di soluzioni, neanche una».
Un tema che, osserva il quotidiano, potrebbe entrare di diritto nella prossima campagna elettorale, ormai alle porte.
Le promesse dell’inizio
Non è la prima volta che il capitolo indennità torna a galla. Come avevamo ricostruito nella nostra analisi sui dieci anni di promesse della giunta D’Ambrosio, nel luglio 2016, appena insediata, l’amministrazione annunciava un taglio del 30% delle indennità di sindaco e assessori e la vendita dell’auto blu, con i risparmi destinati a un capitolo di bilancio per le scuole «per conferire massima trasparenza e chiarezza». Il fondo sociale alimentato dall’autoprelievo citato oggi da Marchetti è un’altra misura, ma il filo è lo stesso: annunci forti in partenza, e la domanda su cosa ne sia rimasto dieci anni dopo.
Nell’intervento riportato non compare una replica dell’amministrazione comunale: se arriverà, ne daremo conto.
Il nostro commento
Opinione della redazione. La sindaca che «non guarda altrove» ha l’occasione di guardare molto vicino: al bilancio del suo Comune. Le domande sono semplici e meritano risposte altrettanto semplici. Il fondo sociale è stato davvero sospeso, e da quando? Quanto ha raccolto l’autoprelievo sulle indennità negli anni in cui è stato attivo, e a chi è andato? E, visto che le difficoltà di chi non arriva a fine mese sono le stesse evocate dalla sindaca, perché non riattivarlo? Basterebbero un numero e una data per chiudere la polemica.
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