
«Dovrei andare in piazza a prendere i fischi? Non ha senso». A Pietrasanta il sindaco Alberto Giovannetti, che tiene per sé anche la delega alla cultura, dice no all’invito della minoranza: domani, venerdì, non sarà al sit-in di protesta contro lo spostamento della biblioteca comunale dal complesso di Sant’Agostino. E nello stesso intervento conferma un’altra notizia destinata a far discutere: il Museo Botero non nascerà lì.
Il presidio è stato promosso dall’ex consigliere comunale Fabio Simonini ed è in programma alle 17.15. L’opposizione, a margine del consiglio comunale di martedì, aveva chiesto al primo cittadino di presentarsi per spiegare di persona le ragioni del trasferimento della biblioteca nel vecchio municipio di piazza Matteotti. Lo riporta La Nazione.
«Le mie porte sono sempre aperte»
Giovannetti rispedisce la palla nel campo dei contestatori: «Le mie porte sono sempre aperte, ma non è mai venuto nessuno a confrontarsi sulla biblioteca». Poi rivendica la scelta: «Capisco il fascino dell’attuale sede, ma non la porteremo in collina: vogliamo valorizzarla».
Secondo il sindaco, la convivenza dentro il Sant’Agostino non sarebbe sempre facile, tra le prove di «Pietrasanta in concerto» e i visitatori del Museo dei bozzetti costretti a muoversi in silenzio per non disturbare chi studia.
I soldi ci sono: 4,8 milioni
Il progetto della nuova biblioteca, spiega Giovannetti, è all’esame di uno studio tecnico e la gara potrebbe essere bandita al massimo nei primi mesi del 2027. La copertura, assicura, c’è già: 4,8 milioni di euro, di cui 1,8 dalla Fondazione LMDV e 3 dal Governo. Nel vecchio municipio dovrebbero trovare posto la biblioteca, l’archivio storico e anche un bistrot: «Sarà un punto di aggregazione vicino all’ex Camp e al Museo Mitoraj. Porterà sviluppo e interesse: perché sprecare questa possibilità?».
Il Museo Botero trasloca a Palazzo Panichi
Poi il capitolo Botero. L’idea iniziale era allestire il museo nell’ala sud del Sant’Agostino, ma quegli spazi sono ancora occupati dall’istituto «Don Lazzeri-Stagi», che resta lì per i ritardi del nuovo polo scolastico progettato dalla Provincia. Per questo il museo sorgerà a Palazzo Panichi. E il sindaco non risparmia la stoccata: «A causa degli errori della Provincia il “Don Lazzeri-Stagi” resterà lì chissà ancora per quanti anni».
Il confronto, dunque, resta a distanza: domani in piazza ci saranno i contrari al trasloco della biblioteca, ma non il sindaco.
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