
SERAVEZZA – Seicentotrentatré euro. A tanto si è ridotto, secondo i conti messi in fila dall’opposizione, l’avanzo disponibile del Comune di Seravezza, che prima dell’ultima variazione di bilancio approvata a fine ottobre valeva 1.721.163 euro. A sollevare il caso è Riccardo Biagi, candidato sindaco del gruppo Creare Futuro e della coalizione progressista. Biagi sottolinea che il dato non è una sua lettura politica, perché sta scritto nero su bianco nella relazione del responsabile dei servizi finanziari.
È proprio quel documento, riferisce Biagi, ad avvertire che l’ente «non avrà strumenti per fronteggiare eventuali difficoltà finanziarie». Secondo Creare Futuro, la parte corrente del bilancio sta in piedi solo grazie a oltre due milioni di accantonamenti e a entrate che non si ripetono, come i permessi di costruire e le sanzioni edilizie. Quei soldi vengono però usati per spese che tornano ogni anno.
Le entrate che non arrivano
Il quadro tracciato dalla coalizione progressista elenca anche le entrate su cui il Comune contava e che restano in bilico. C’è il canone di Centria, che secondo Biagi non è stato versato nonostante una sentenza favorevole all’ente. Ci sono poi i trasferimenti da Vea in liquidazione, che lo stesso Comune contesta. In più il contributo legato all’attività estrattiva, stimato in 300mila euro, è sceso a 180mila. Mancano quindi 120mila euro, il 40% del previsto, su una voce già ritoccata al ribasso durante l’anno.
«Quando le entrate calano e quelle su cui si contava restano incerte – è il ragionamento di Biagi – non si può continuare a finanziare spese ordinarie con risorse una tantum». Per il candidato servono «scelte strutturali, non altre variazioni».
Il mistero degli 800mila euro
La domanda più pesante riguarda la vendita di due immobili comunali, la Casa dei Giovani e l’ex villa Giannini. Dalle due alienazioni, ricorda Creare Futuro, sono entrati nelle casse del Comune circa 800mila euro. In consiglio è stato spiegato che il 10% è andato a ridurre i mutui, come impone la legge. Per il resto, denuncia Biagi, non è stata indicata nessuna destinazione chiara. Non risulta nemmeno un’opera pubblica pagata con quei soldi, nonostante le promesse fatte quando fu venduta la Casa dei Giovani. «In aula non sono arrivate indicazioni», attacca il candidato.
A oggi l’amministrazione comunale non ha risposto pubblicamente ai numeri della coalizione progressista. Lo spazio per una replica resta naturalmente aperto. A Seravezza, intanto, la partita dei conti si gioca già in chiave elettorale.
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