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Altopascio, dov’è finito il taglio alle indennità «sempre rintracciabile»? Dieci anni dopo, la giunta deve ancora qualche risposta

Nel luglio 2016, appena insediata, la giunta guidata da Sara D’Ambrosio scelse di partire da sé: «Il cambiamento che invochiamo deve partire, in primis, dagli amministratori». Sindaca, assessori e presidente del consiglio comunale si tagliavano l’indennità del 30%, l’auto blu andava all’asta e i soldi risparmiati, «per conferire massima trasparenza e chiarezza», sarebbero confluiti in un capitolo apposito del bilancio, «così da essere sempre rintracciabili». Era la promessa fatta in campagna elettorale, al confronto tra candidati del teatro Puccini. Questo giornale, nei primi cento giorni, l’aveva promossa senza giri di parole: «Ha mantenuto la promessa di tagliare le indennità di carica. A ri ok».

Dieci anni dopo, a pochi mesi dalla fine del secondo e ultimo mandato, vale la pena rimettere in fila i fatti. Non per fare il processo a qualcuno, ma perché a volte serve guardare la bussola per capire se la barca è ancora sulla rotta che aveva annunciato.

Illustrazione: una barca alla deriva con la bussola a bordo
Illustrazione simbolica. La bussola c’è, il faro anche: è la rotta che ogni tanto si perde.

La traccia del fondo, anno per anno

Per qualche anno il «taglio» si è visto davvero, e va riconosciuto. Per il secondo semestre 2016 il Comune annunciava 19.156,56 euro accantonati. Nel febbraio 2017 la maggioranza consiliare scriveva di «quasi 16mila euro» recuperati nel 2016 e di «oltre 32mila» previsti per il 2017. Nel gennaio 2018 il Comune rendicontava 26mila euro all’Istituto comprensivo, spesi in 15 notebook, lavagne interattive e arredi, e prometteva «una nuova mandata» in primavera «e così via fino alla conclusione del mandato». Nell’estate 2018 metà dei 10mila euro per i centri estivi arrivava da lì. Ad aprile 2020, in pieno Covid, circa 8mila euro diventavano buoni spesa (gonews.it), con la giunta che parlava di «circa 30mila euro annui» destinati alla scuola. A dicembre 2020 il Comune citava 15mila euro per l’anno. L’ultima menzione che abbiamo trovato è del giugno 2021, alla consegna delle borse di studio.

Poi, nel nostro archivio e nella stampa locale che abbiamo consultato, la traccia si interrompe. Dopo la rielezione dell’ottobre 2021 non abbiamo trovato più comunicati, cifre o delibere che parlino del taglio alle indennità o del capitolo per le scuole. Questo non dimostra che il fondo sia stato chiuso. Dimostra però che, se esiste ancora, non se ne parla più.

Illustrazione: un salvadanaio vuoto con una ragnatela su un banco di scuola
Illustrazione simbolica. Il salvadanaio era «sempre rintracciabile». Lo cerchiamo ancora.

Il contesto è cambiato. La legge di bilancio 2022 (legge 234/2021) ha aumentato le indennità dei sindaci. Per i Comuni tra 10.001 e 30.000 abitanti il tetto mensile lordo è passato da 2.788,87 a 4.140 euro a regime dal 2024, secondo le tabelle del ministero dell’Interno. Il 24 ottobre scorso il consigliere di opposizione ed ex sindaco Maurizio Marchetti, su La Nazione, ha chiesto che fine abbia fatto «quell’autoprelievo del 10% delle indennità di sindaco e giunta tanto sbandierato nel primo mandato», sostenendo che sia «durato poco» e che oggi gli amministratori «guadagnano più o meno il doppio di prima». Marchetti parla di 10%, mentre l’annuncio del 2016 parlava di 30%. È un’altra ragione per cui una cifra ufficiale servirebbe a tutti. Una replica dell’amministrazione, a oggi, non l’abbiamo trovata.

Non è un episodio isolato

Le critiche non sono nuove. Già nel febbraio 2017 i consiglieri di minoranza Fagni, Marchetti, Orlandi e Marconi segnalavano che nel bilancio di previsione la spesa per le indennità di giunta passava da 120.409,45 a 127.889,40 euro, mentre il capitolo sociale scendeva di circa 330mila euro. La maggioranza replicò che i risparmi c’erano e citò le cifre sopra.

Il filo, sotto, è sempre lo stesso: annunci forti e verifiche difficili. Nella nostra rilettura di dieci anni di promesse abbiamo dato atto di quello che c’è: il nido «La Farfalla», la piazza di Spianate, la caserma, il centro di raccolta del Cerro, il Mast. Ma la scuola di Badia Pozzeveri, promessa entro la fine del mandato nel 2021, oggi ha come obiettivo il 31 dicembre 2026. Il palazzetto da 400 posti annunciato nel 2017 non c’è, e sulla perdita del finanziamento la sindaca ha risposto parlando di «macchina del fango». Il fontanello di piazza Vittorio Emanuele, promesso funzionante «entro il 2023», è ancora un caso aperto.

Illustrazione: un calendario sfogliato dal vento su una strada piena di buche
Illustrazione simbolica. Le scadenze volano via, i cantieri restano.

Sulla trasparenza, il 6 ottobre i sei consiglieri di opposizione hanno scritto che gli atti restano consultabili all’albo pretorio solo per circa due settimane. Hanno anche ricordato che la maggioranza ha respinto l’emendamento per trasmettere in streaming le sedute del Consiglio. La maggioranza ha difeso il proprio metodo sullo Statuto, ma su questi due punti non abbiamo trovato una risposta nel merito. E il 28 ottobre il nuovo contratto integrativo dei dipendenti è stato annunciato senza cifre.

Questi errori non riguardano una persona sola: riguardano la giunta, gli assessori e la maggioranza che li ha votati. Messi in fila, raccontano un metodo, e un metodo si può correggere.

Illustrazione: un municipio stilizzato con un grande punto interrogativo sopra il tetto
Illustrazione simbolica. In Comune le domande non mancano: mancano le risposte.

Il nostro commento

Opinione della redazione. Nessuno chiede agli amministratori di lavorare gratis. Chiediamo coerenza con le parole del 2016, che erano loro e non nostre. Per questo giriamo alla sindaca, alla giunta e alla maggioranza alcune domande semplici:

  • Il capitolo di bilancio alimentato dal taglio delle indennità esiste ancora? Se è stato chiuso, quando e con quale atto?
  • Quanto ha raccolto in totale dal 2016 a oggi, e quanto è andato davvero all’Istituto comprensivo e alle famiglie?
  • Dopo l’aumento previsto dalla legge 234/2021, quali indennità percepiscono oggi sindaca e assessori? È stato mantenuto un taglio, e di quanto?
  • Perché non pubblicare, prima delle elezioni del 2027, un elenco delle promesse con date, costi e stato dei lavori?

Basterebbe una tabella per chiudere la questione. Le pagine di Altopascio.info sono a disposizione del Comune per ogni risposta, che pubblicheremo per intero. E voi cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti.

Fonti: archivio Altopascio.info (2016–2026), con i comunicati del Comune di Altopascio (luglio 2016, gennaio e luglio 2018, dicembre 2020, giugno 2021) e note dei gruppi di maggioranza e opposizione (febbraio 2017, ottobre 2026); gonews.it (26 aprile e 7 giugno 2020); La Nazione Lucca e La Gazzetta di Lucca (24 ottobre 2026); legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, commi 583-584, con le tabelle del ministero dell’Interno (Dait). Le immagini interne all’articolo sono illustrazioni simboliche.

Giulia Neri

Corrispondente da Altopascio Montecarlo

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Giulia Neri

È corrispondente da Altopascio per altopascio.info. Segue la vita del territorio — scuole, associazioni, amministrazione — con uno sguardo attento alla Via Francigena e il pane fornaio, con il lago di Sibolla. Scrive in modo sobrio, da chi il luogo lo frequenta tutti i giorni.

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