
Massarosa – Un vero e proprio «attacco salino» rischia di alterare gli equilibri del Lago di Massaciuccoli. A lanciare l’allarme è Andrea Fontanelli, responsabile della Riserva naturale del Chiarone – Oasi Lipu Massaciuccoli, che denuncia l’ingresso di oltre due milioni di metri cubi di acqua di mare nel bacino lacustre.
Secondo la ricostruzione, tutto sarebbe partito martedì 3 novembre, quando l’Autorità Portuale ha avviato un intervento di restauro sulle storiche Porte Vinciane di Viareggio. L’opera, ispirata a un progetto di Leonardo da Vinci e risalente al XVIII secolo, serve proprio a tenere fuori l’acqua marina e a preservare il carattere di acqua dolce del lago. Il problema, spiega Fontanelli, sarebbe nato dalla scelta di rimuovere contemporaneamente entrambe le porte, lasciando via libera al mare in un momento in cui il livello del lago era ancora circa 30 centimetri sotto quello del mare.
Corrente in palude e «piccolo Mose» solo parziale
I primi a notare qualcosa di anomalo sarebbero stati alcuni cacciatori in palude, che hanno segnalato una forte corrente da nord a sud. Le stazioni batimetriche, riporta Fontanelli, avrebbero registrato un aumento del livello del lago di oltre 10 centimetri tra martedì e mercoledì: moltiplicato per la superficie dell’invaso, il dato corrisponde a più di due milioni di metri cubi di acqua salata entrata in una sola notte. L’attivazione, a fine mattinata di mercoledì, delle paratie mobili del cosiddetto «piccolo Mose» avrebbe solo in parte bloccato il flusso.
Ora la priorità è doppia: quantificare il danno ambientale — con misurazioni dell’Arpat — e accertare le responsabilità. Fontanelli chiede anche di capire perché né il Parco né l’Arpat sarebbero stati informati di un intervento così delicato, e perché non sia stata attivata una valutazione di incidenza o almeno una conferenza dei servizi. Sullo sfondo, ricorda, un quadro istituzionale fragile: Arpat da quasi un anno senza direttore generale e commissariato, Ente Parco ancora senza Consiglio direttivo a mesi dalla nomina del presidente.
Fonte: La Nazione.
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