
Massarosa ha smesso di ritirare a domicilio sfalci e potature dal 1° novembre. A sospendere il servizio è Ersu, fino al primo aprile dell’anno prossimo. Chi non può portare il verde ai centri di raccolta di Massarosa o di Piano di Mommio deve chiedere il ritiro a chiamata e pagare 5 euro ogni cinque sacchi. Una scelta che l’assessore al bilancio Del Soldato ha difeso sui social come un piccolo sacrificio contro l’inflazione. I consiglieri comunali di opposizione Marzia Lucchesi e Pietro Bertolaccini rispondono con i conti: «I numeri del piano Tari, validato dall’Ato il 17 giugno, raccontano un’altra storia».
I numeri del piano Tari
Secondo i due consiglieri, la Tari non aumenta grazie a 215.114 euro messi dal Comune. Senza questo contributo, nel 2027 la tariffa salirebbe di circa il 5%. A pesare è anche la riscossione: nel 2025 il Comune ha incassato 64 euro ogni 100 dovuti e per il 2027 prevede di non riscuoterne circa 630mila euro. Lucchesi e Bertolaccini contestano inoltre l’aumento del 12% dei costi del personale Ersu, che per le regole Arera si rifletterebbe sulla Tari dal 2028. Nel 2027 le riduzioni ammontano complessivamente a circa 340mila euro: 62.500 da Ersu, 62.601 da RetiAmbiente e 215.114 dal Comune.
«Tre euro in bolletta, 10-15 euro a chi chiama»
Sul taglio del verde a domicilio, i consiglieri sostengono che «il risparmio, pari a circa l’1% della Tari (3 euro su una bolletta da 300), non giustifichi la cancellazione del servizio. Due o tre ritiri a chiamata costerebbero infatti 10-15 euro, penalizzando soprattutto anziani, persone sole e chi non dispone di un mezzo adeguato».
La compostiera, aggiungono, non risolve il problema di rami e potature. E mettono in guardia dal rischio di abbandono o combustione degli sfalci. «Con l’85,6% di raccolta differenziata i cittadini hanno fatto la loro parte. Meritano più servizi e trasparenza, non tagli nascosti nei conti».
Fonte: La Nazione.
Lascia un commento