
Per cinque mesi, a Massarosa, sfalci e potature non si ritirano più davanti a casa. Chi taglia l’erba o pota la siepe dovrà caricare tutto in macchina e portarlo da sé al centro di raccolta. La bolletta, però, resta quella di prima. Ed è proprio su questo che monta la polemica.
Il servizio di ritiro del verde a domicilio, che di solito passa ogni quindici giorni, viene sospeso dal 1° novembre 2026 al 31 marzo 2027. Ripartirà regolarmente dal 1° aprile. Lo ha comunicato Ersu, l’azienda che gestisce i rifiuti, spiegando che la scelta è stata presa «di concerto con l’amministrazione comunale di Massarosa».
Dove portare sfalci e potature fino ad aprile
Nel periodo di stop, sempre secondo Ersu, gli utenti potranno conferire gratuitamente sfalci e potature nei centri di raccolta di Massarosa e Piano di Mommio, rispettando orari di apertura e modalità previste.
«Servizio tolto, ma la Tari non scende»
All’attacco vanno Federico Gilardetti, consigliere comunale di Sinistra Comune, e Luca Fidia Pardini, co-portavoce di Europa Verde per la provincia di Lucca, come riporta TGregione. «La scelta non trova adeguata giustificazione da un punto di vista economico — dicono — visto che viene tolto un servizio senza che ci sia una riduzione della tariffa». I due ricordano la natura rurale del comune, dove gran parte delle case ha accanto un terreno, spesso tutt’altro che piccolo.
C’è poi il clima: secondo Gilardetti e Pardini la stagione fredda arriva sempre più tardi e finisce prima, quindi proprio a novembre e a marzo sfalci e potature restano tanti. Chi li produce dovrà caricarli sulla propria auto, «non indicata ovviamente al trasporto di tale materiale», con tempo e costi a suo carico.
La preoccupazione più seria riguarda i fuochi. «Siamo preoccupati da un possibile incremento dell’utilizzo degli abbruciamenti per lo smaltimento del verde», spiegano, con più emissioni e un rischio di incendi più alto. La richiesta è netta: rivedere la decisione «quanto prima».
L’ex assessore: «Avevo sempre detto no»
Non è la prima voce critica. Già la settimana scorsa Mario Navari, assessore all’ambiente di Massarosa fino a febbraio, aveva raccontato che Ersu aveva proposto più volte di ridurre il servizio e che lui aveva sempre rifiutato, perché «i pochi euro di differenza sulla Tari prospettati non compensavano minimamente la perdita» del servizio. Il suo timore è che lo stop invernale sia solo «un primo passo» verso l’eliminazione completa del ritiro a domicilio, con i centri di raccolta già oggi molto affollati.
Dal Comune, per ora, nessuna replica pubblica alle critiche. Resta la domanda che molti residenti si fanno: se il servizio si riduce di cinque mesi, perché la tariffa no?
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