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Piano Industriale di RetiAmbiente, Baronti: “Dobbiamo avere il coraggio di dire no al ritorno all’incenerimento”

“Dopo la conclusione della conferenza dei servizi, lunedì 29 giugno, tutti i 99 sindaci dei Comuni soci di RetiAmbiente dell’Ato Costa Toscana, sono invitati a ratificare in assemblea il piano industriale che reca in grembo il cavallo di Troia della cultura obsoleta dello smaltimento dei rifiuti, manifestandosi con la combustione (inceneritori), la discarica. In Toscana, il 34% termina sotterrato o attraverso l’ossicombustione: i nomi possono variare, ma la sostanza non cambia, stiamo sempre parlando dello smaltimento dei rifiuti. Questa sarà una decisione che influenzerà notevolmente la strategia politica nella gestione dei rifiuti in tutta la Toscana, non solo nell’area dell’Ato Costa“. Questo è il pensiero di Eugenio Baronti, ex assessore regionale all’ambiente e responsabile ambiente di Sinistra Italiana.

“Votare a favore di questo piano significa decidere di coinvolgere il proprio Comune nella società Novatosc Srl di Peccioli, la società incaricata di realizzare e costruire l’impianto di ossicombustione con un investimento di 180 milioni di euro e con una capacità di smaltimento di 177mila tonnellate all’anno. Nonostante queste cifre, si tenta, contro ogni logica, di presentarlo all’opinion pubbblica come un impianto dedicato solo al trattamento del Rur (Rifiuti urbani residui), che sarebbe quella parte residua che rimane dopo una precisa differenziazione e un intenso recupero/riciclaggio, con un’adeguata, moderna e innovativa struttura, capace di dare nuova vita a più materiale possibile”.

“Il 29 giugno – commenta Baronti – non si può e non si deve ratificare un piano industriale senza prima aver sviluppato un vero dibattito sul futuro e la direzione che dobbiamo dare alla gestione dei rifiuti in Toscana e per farlo è necessario un confronto serio, aperto, che coinvolga i territori e soprattutto che si misuri su tutte le alternative possibili. Questo non è stato fatto e quindi è inaccettabile coinvolgere i sindaci in un’avventura che rappresenta un totale azzardo, sia dal punto di vista finanziario che tecnologico. Sarebbe necessario investire una quantità enorme di denaro, che influenzerebbe il futuro di tutti i cittadini per i prossimi 20/30 anni, in modo cieco, senza che esista, al momento, un’esperienza industriale operativa di questa tecnologia. Una cosa sono le aspettative e i risultati attesi a livello teorico e di laboratorio, un’altra cosa è la verifica pratica una volta che un impianto è completamente operativo e nel normale funzionamento, soprattutto quando si tratta di smaltimento dei rifiuti, per questa ragione, il progetto dell’ossicombustore a Peccioli deve essere respinto senza esitazione, senza compromessi o soluzioni temporanee che lasciano aperta questa possibilità”.

“Tra i tanti Comuni il 29 giugno ci sarà anche quello di Capannori, quel Comune che con il primo mandato di Giorgio Del Ghingaro e con me come assessore all’ambiente nel 2004, ha avviato in Toscana, contro tutti, la rivoluzione dei rifiuti che ha influenzato e dimostrato che se si vuole, altre opzioni sono possibili – conclude Baronti – E’ sufficiente un po’ di coraggio, bisogna sfidare e non conformarsi ai soliti centri di potere regionali consolidati. Se si vuole, si può farlo. Si può implementare una raccolta differenziata di qualità door to door, si possono sviluppare piani comunali solidi per la riduzione dei rifiuti, si può creare un’economia circolare che con una struttura adeguata, chiude il ciclo della gestione dei rifiuti. Questa audace sfida culturale e politica deve essere difesa e, soprattutto, promossa a livello regionale. Spero che l’attuale sindaco di Capannori, Giordano Del Chiaro, nel corso della discussione, difenda con determinazione questa strategia e si opponga al progetto dell’ossicombustore perché non si può tornare indietro. Capannori è stato il primo Comune in Italia ad aderire nel 2007 alla strategia rifiuti zero ed è stato un percorso non facile, allora è stata considerata da molti come una scelta assurda, irrealistica, che però si è rivelata negli anni seguenti un indubbio vantaggio in termini di credibilità e consenso e soprattutto ha dimostrato a tutti che un’alternativa è possibile”.

2026-06-28 13:49:00