
LUCCA. Non era per la sanzione pecuniaria stessa di poco più di 80 euro. Anche se è sempre spiacevole dover pagare per qualcosa di ingiusto, la verità è che ciò che lo ha spinto è stata la volontà di stabilire il principio della sua totale non coinvolgimento e di cercare giustizia dal Tribunale per l’ovvia ingiustizia subita per qualcosa che non aveva affatto fatto.
Questa è la lotta che un medico di Carrara, al momento dell’incidente in servizio presso l’Ospedale San Luca di Lucca, ha condotto e vinto contro una sanzione del tutto infondata.
La polizia municipale di Carrara gli aveva rilasciato una multa a causa della sua auto che era parcheggiata su un marciapiede. Una situazione impossibile, secondo le proteste del medico, dato che per andare a lavoro prendeva il treno e lasciava la sua auto nel parcheggio della stazione ferroviaria di Carrara Avenza. Ogni giorno, da lì, raggiungeva Lucca per poi tornare la sera.
Aveva due possibilità: poteva offendere e pagare la multa dimenticandosi della busta inviata dal Comune, oppure scegliere di affermare la verità e ripristinare la giustizia presentando una querela per falso relativa al verbale in questione. Il giudice del Tribunale di Massa ha accolto il suo reclamo, annullando la multa, senza però entrare nel merito delle «valutazioni sulla legittimità dell’azione del funzionario pubblico e degli ulteriori effetti amministrativi dell’atto». Il dubbio dell’ufficiale che eseguì il controllo fu decisivo nel formulare la decisione finale sulla non veridicità dell’infrazione attribuita al medico.
Il verbale risale al 23 giugno 2021. La Municipale sostiene che il medico aveva parcheggiato la sua auto sul marciapiede a Carrara, in Ruga A. Maggiani, all’altezza del civico 75. L’orario del rilevamento: 18, 25.
«È impossibile, per l’intera giornata ho lasciato l’automobile alla stazione ferroviaria di Carrara Avenza» era stata la difesa dell’automobilista, sottolineando di usare sempre il treno per recarsi al lavoro a Lucca. Il chirurgo ha fornito la documentazione con i timbri di ingresso e di uscita dall’ospedale di Lucca “perfettamente compatibili con l’utilizzo del treno come mezzo di trasporto”, si legge nella sentenza. Prosegue: «È altresì provato l’uso regolare e continuativo del treno, con abbonamento mensile, per il percorso Carrara-Lucca». Durante il processo, fu ascoltato anche l’officiale che aveva emesso la multa.
«Ha dichiarato di non ricordare se il verbale fosse stato correttamente attribuito al veicolo del medico, avendo all’epoca emesso più multe per vari veicoli – si legge nella sentenza -. Questa circostanza introduce un serio dubbio sulla precisione della percezione e della correlazione tra veicolo, luogo e verbale, soprattutto in un contesto di lavoro caratterizzato da verifiche seriali». E se il Comune aveva sostenuto che l’auto poteva essere stata usata da terze persone (un’ipotesi non considerata plausibile), il Tribunale ha precisato che per quanto riguarda il sistema di lettura delle targhe (“Targa System”), «non è stata fornita una prova sufficiente riguardante la calibrazione, il corretto funzionamento e l’associazione certa dei dati al veicolo del querelante nel giorno e negli orari indicati, rendendo quindi impossibile attribuire a questi elementi un valore decisivo».
Una storia che inizia con una multa sbagliata e che si conclude con un piccolo torto corretto dal Tribunale.
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2026-08-17 06:00:00