
PISA – Il presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, ha firmato il decreto numero 96 con cui concede l’indulto a Fulgencio Obiang Esono, ingegnere pisano di origini equatoguineane. Il provvedimento è datato 24 agosto. La notizia è stata resa nota oggi, venerdì 28, da Il Tirreno e da PisaToday, dopo che ieri sera Malabo ha comunicato ufficialmente il gesto all’Italia e alla Santa Sede. Dopo quasi otto anni di carcere, Obiang Esono dovrebbe rientrare in Italia da cittadino libero nei prossimi giorni.
Il 56enne, nato in Guinea Equatoriale nel 1970 e cittadino italiano dal 2013, si era laureato nel 2003 in Ingegneria civile all’Università di Pisa. Nel settembre 2018 era partito per il Togo su invito di un’azienda francese: il 18 settembre fu fermato e trasferito in Guinea Equatoriale nell’ambito di una cooperazione tra i servizi togolesi e guineani. L’accusa era di aver partecipato all’organizzazione di un presunto colpo di Stato nel 2017. Un maxiprocesso trasmesso anche in diretta televisiva, con oltre 130 imputati, gli inflisse 58 anni e 10 mesi di reclusione. Le pene del processo andavano da 3 a 90 anni.
Da Black Beach a Mongomo, poi l’uscita
Una parte della detenzione è trascorsa nel carcere di Black Beach, indicato da Il Tirreno come una delle prigioni più dure al mondo. In seguito Obiang Esono era rinchiuso a Mongomo, in una struttura ricavata in un hangar dell’ex aeroporto. Il decreto è stato consegnato dal ministro degli Esteri equatoguineano Simeón Oyono Esono Angüe all’ambasciatrice d’Italia Natalia Sanginiti e al segretario generale della Nunziatura apostolica per il Camerun e la Guinea Equatoriale, Leonard Gomes Linkú. Secondo la ricostruzione di Il Tirreno, già in giornata potrebbe essere trasferito in Camerun, dove ha sede l’ambasciata italiana. L’atto arriva dopo un accordo tra Roma e Malabo, in occasione dell’anniversario del «Colpo di Stato per la Libertà» con cui Obiang Nguema Mbasogo salì al potere nel 1979.
La famiglia e l’avvocata Francesca Carnicelli, scrive Il Tirreno, esprimono soddisfazione e ringraziano chi si è mosso in questi anni. La senatrice del Pd Ylenia Zambito, che ha seguito la vicenda con un’interrogazione parlamentare e interlocuzioni con la Farnesina, ha detto: «Un traguardo umano e diplomatico straordinario, accogliamo con grande sollievo questo atto che riapre le porte alla speranza e dimostra l’importanza del lavoro diplomatico quando si tratta di tutelare i diritti e la vita dei nostri connazionali all’estero». E ha aggiunto un ringraziamento al Ministero degli Affari esteri e alla rete diplomatica.
Zambito, Trapani, Buscemi: la rete pisana
Il consigliere regionale Pd Matteo Trapani parla di «fine di un incubo durato anni» e ricorda che sia il Consiglio regionale della Toscana sia quello comunale di Pisa «non hanno mai abbassato la guardia, approvando atti e mantenendo alta l’attenzione». L’assessore comunale Riccardo Buscemi ha sottolineato il legame di Obiang Esono con la città: in occasione della Festa della Toscana il Consiglio comunale gli ha dedicato sedute straordinarie, con aggiornamenti sulla sua situazione. «Ho avuto personalmente modo di intervenire più volte, insieme all’avvocata Francesca Carnicelli, legale della famiglia», ha detto Buscemi, che ringrazia anche il ministro Antonio Tajani «per essersi prodigato personalmente per il buon esito della vicenda».
La ricostruzione si basa sulle corrispondenze di oggi di Il Tirreno e PisaToday e sulla nota del ministero degli Esteri equatoguineano ripresa dalla stampa. Non risultano, al momento, comunicazioni autonome del Comune di Pisa sull’arrivo. Resta il dato concreto: un ingegnere formatosi a Pisa, condannato a quasi sessant’anni lontano da casa, ha il decreto di grazia in tasca e la strada aperta verso l’Italia.