
7 giugno 2026 | 09:56
Lo scrittore: “Non significherebbe solo celebrare il passato, ma riconoscere il coraggio di chi ha saputo volare oltre le proprie Mura”
Lo scrittore e giornalista Massimo Raffanti è intervenuto in merito alla questione dell’intitolazione del nuovo ponte sul Serchio.
Massimo Raffanti
Ecco il suo pensiero: “Il nuovo ponte sul Serchio potrebbe presto colorarsi di storia e audacia – dice – E dei colori di tutti i paesi europei che, assieme alle teste coronate dell’epoca, furono capaci di celebrare l’aeronauta lucchese Vincenzo Lunardi. Il più acclamato ‘nel mondo dei lumi’, come brillante inventore e precursore del volo in pallone ad idrogeno: primo umano a volare su Londra. È noto come dal lontano 1984 mi dedico a diffonderne la memoria attraverso eventi aeronautici, libri, voli commemorativi, convegni e con la fondazione del Vincenzo Lunardi Balloon Club. Primo club di volo in mongolfiera la cui scritta, non a caso, anche oggi figura insieme a quella del Comune di Lucca sulla placca posta (ahimè solo nel 2011) sulla casa dell’eroe in via Michele Rosi.”

Aggiunge Raffanti: “Lunardi, nonostante le sue eroiche imprese, fu lasciato morire povero e in completa solitudine a Lisbona: una documentata e storica colpa a cui oggi Lucca dovrebbe porre rimedio con la giusta intitolazione di questa preziosa struttura. Confesso inoltre di riproporre la sua candidatura perché sono personalmente legato alla vita avventurosa di un uomo che, come me, non aveva molta prudenza lucchese, avendo ricordato la sua vita per decenni con un documentario, un libro e con la creazione del ‘Memorial Lunardi’: il primo trofeo internazionale di aerostati che, con lo stesso scopo divulgativo, ho portato nel 2005 all’aeroporto di Capannori e nelle Ville lucchesi (trasformatosi oggi in una generica Festa dell’Aria). Con questa mia testimonianza spero che la memoria di Lunardi possa di nuovo brillare sulle arcate di un ponte che mi sembra ‘più orientato al cielo che all’acqua’. Dedicargli il ponte non significherebbe solo celebrare il passato, ma riconoscere il coraggio di chi ha avuto l’audacia di volare oltre ‘le proprie Mura’, ispirando le future generazioni a sognare in grande.”
2026-06-07 09:56:00
