

Le colline di Capannori ritornano a raccontare attraverso la musica. Dopo avere indagato, nelle edizioni precedenti, il rapporto tra uomo e natura e la natura come fonte di creatività, di ispirazione e di cura, Echi di Natura presenta nel 2026 un nuovo capitolo del suo percorso culturale dedicato al tema Radici con due concerti previsti il 3 e 6 agosto nell’area verde della chiesa di Santa Maria Assunta a Tofori.
Promosso dal Comune di Capannori e realizzato in collaborazione con Musicalia Aps, l’artefice del progetto culturale Oltremusica, Echi di Natura nasce dal desiderio di reinterpretare il significato stesso dei concerti all’alba e al tramonto. Non sono solo eventi inseriti in luoghi affascinanti, ma esperienze in cui il paesaggio diventa parte integrante del racconto artistico.
Echi di Natura è un progetto culturale che osserva i fenomeni della natura per riflettere, attraverso la musica, sulle relazioni che costruiscono la vita dell’uomo e delle comunità. Ogni edizione parte da un elemento naturale e ne esplora il significato, trasformandolo in un percorso di ascolto, partecipazione e condivisione in grado di mettere in dialogo arte, territorio e persone.
Quest’anno il tema guida sarà rappresentato dalle radici. Prima che una metafora, esse sono un elemento naturale: conservano l’identità della pianta, la nutrono e la stabilizzano, ma non vivono separate. Si spandono nel terreno, cercano nuove vie, raggirano gli ostacoli, si adattano alla natura del suolo e si intrecciano con altre radici, modificando continuamente il proprio cammino e contribuendo, contemporaneamente, a trasformare l’ambiente che le circonda.
Questa immagine naturale riflette anche la storia delle persone e delle comunità. L’identità non è qualcosa di fisso, ma nasce dalla relazione con ciò che ci avvolge. Come le radici, anche noi cresciamo mantenendo un legame con la nostra origine, costruendo il nostro cammino attraverso gli incontri, il dialogo, le esperienze e i luoghi che attraversiamo. Le radici, quindi, non rappresentano ciò che ci trattiene, ma ciò che rende possibile il movimento, l’apertura e l’evoluzione.
È questa l’idea che accompagna l’edizione 2026: raccontare come la natura possa ancora offrirci immagini capaci di interpretare il presente e suggerire nuove forme di relazione tra persone, territori e culture.
“Con ‘Echi di Natura’ continuiamo a promuovere una visione della cultura in grado di creare relazioni sincere tra le persone e l’ambiente che le circonda – afferma l’assessora alla cultura, Claudia Berti -. I concerti all’alba e al tramonto rappresentano pienamente questa idea: due momenti in cui scegliamo di rallentare, di sottrarci ai ritmi frenetici della quotidianità e di ritrovare il tempo dell’ascolto e della contemplazione. In questa pausa, la musica diventa uno strumento capace di far risuonare dentro di noi il legame profondo e indispensabile che ci collega alla natura. Perché la cultura non è solo ciò che arricchisce il nostro patrimonio di conoscenze, ma anche ciò che ci aiuta a riconoscere la bellezza, a prendercene cura e a sentirci parte del luogo in cui viviamo”.
Così presenta il progetto Fabrizio Datteri, creatore e direttore artistico di Echi di Natura: “Fin dalla prima edizione abbiamo cercato di costruire un progetto in cui la natura non fosse semplicemente il sfondo di un concerto, ma divenisse essa stessa il punto di partenza della riflessione. Ogni anno scegliamo un elemento naturale e tentiamo di comprenderne il significato più profondo, lasciando che sia la musica a raccontarlo. Le radici sono un esempio straordinario di questo dialogo: conservano l’identità della pianta, ma vivono soltanto entrando in relazione con il terreno e con ciò che incontrano lungo il loro corso. Cercano l’acqua, aggirano gli ostacoli, si intrecciano con altre radici, modificano il loro percorso senza perdere la loro natura. È un’immagine che racconta anche le persone, le comunità e le culture. Le radici non sono ciò che ci lega al passato, ma ciò che rende possibile l’incontro, il cambiamento e la crescita”.
Il programma del 2026 si sviluppa attraverso due incontri, concepiti come due esperienze complementari che interpretano il tema delle radici da prospettive diverse.
Lunedì 3 agosto, al tramonto, l’area verde della chiesa di Santa Maria Assunta di Tofori ospiterà Il Viaggio, con Saverio Tommasi e l’Orchestra Multietnica di Arezzo. Un racconto civile in cui parola e musica dialogano per riflettere sul viaggio come esperienza umana prima ancora che geografica: un percorso fatto di responsabilità, incontro, ascolto e dialogo tra culture, capace di ricordare come ognuno possa contribuire, attraverso le proprie scelte quotidiane, alla costruzione di una società più aperta e consapevole.
Prima del concerto il pubblico sarà accolto da una degustazione gratuita di prodotti locali, pensata come un momento di condivisione e incontro tra artisti, spettatori e comunità locale, in piena coerenza con lo spirito dell’evento.
Giovedì 6 agosto, all’alba, sempre nella stessa location, sarà protagonista il noto ed eclettico pianista Gabriele Baldocci con Faded Gardens, un viaggio musicale avvolgente che intreccia composizioni originali, improvvisazione e partecipazione del pubblico. Un concerto intimo ed evocativo, nel quale l’alba accompagna un ascolto lento e contemplativo, trasformando il paesaggio in uno spazio di memoria, silenzio e riconnessione con sé stessi.
Al termine del concerto il pubblico sarà invitato a condividere una colazione all’aperto, prolungando naturalmente quell’esperienza di ascolto e convivialità che rappresenta uno degli elementi distintivi di Echi di Natura.
Entrambi gli appuntamenti si svolgeranno nella suggestiva area verde della chiesa di Santa Maria Assunta di Tofori, luogo che negli anni è diventato uno degli spazi simbolo del progetto, capace di valorizzare il dialogo tra musica, paesaggio e comunità.
Echi di Natura così conferma la sua vocazione: non offrire semplicemente concerti immersi nella natura, ma utilizzare la musica come strumento per leggere il territorio attraverso la natura stessa. Ogni edizione prende forma da un elemento del mondo naturale e lo trasforma in una chiave di interpretazione della realtà contemporanea, dimostrando come i processi che regolano gli ecosistemi possano ancora insegnarci a costruire relazioni, comunità e identità. Perché il paesaggio non è solo ciò che osserviamo: è ciò che, attraverso le relazioni che vi costruiamo, contribuisce a definire chi siamo.
Per partecipare ai concerti è obbligatoria la prenotazione individuale (massimo due persone fino a esaurimento dei posti) entro e non oltre tre giorni prima dell’evento, inviando una email all’indirizzo prenotazionimusicalia@gmail.com, o compilando il modulo online tramite il codice QR presente sulla locandina. Colazioni e aperitivi sono gratuiti. Chi lo desidera può portare autonomamente un cuscino o un telo per una seduta più confortevole.
2026-07-20 14:34:00