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Pisa, navigatori bomba: l’algoritmo intasa le strade (e “uccide” Corso Italia)

Pisa — Ore in coda, stesso percorso per tutti, città intasata: colpa (anche) del navigatore. Uno studio UniPi–Cnr su Nature Communications smaschera l’algoritmo che “aiuta” e invece concentrerebbe il traffico.

La ricerca (tre anni di lavoro di Cnr-Isti e Università di Pisa) dice che su larga scala la diversità dei percorsi può calare del 14%. E quando troppi usano lo stesso suggerimento — soglia tipica tra il 60 e l’80% — i benefici sulle emissioni possono attenuarsi, sparire o addirittura invertirsi.

Dino Pedreschi, professore di informatica a Pisa e co-autore, lo mette in chiaro: se ognuno prende “la più veloce”, peggiora per tutti. Due vie d’uscita: casualità nelle rotte suggerite, oppure IA predittiva che sposta i flussi su strade un filo più lunghe ma più libere — così arrivi prima e alleggerisci la città.

Il caso-Pisa è da manuale: dal turista in stazione verso la Torre, l’app spinge via Crispi e “salta” Corso Italia e Borgo Stretto. Pedreschi: le big tech devono sedersi con i Comuni, altrimenti fanno loro la politica della viabilità. Altrimenti sceglieranno sempre il cammino più breve — non il più bello, né il più ecologico.

Stefano Ferrara

Corrispondente da Pisa

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Stefano Ferrara

Corrispondente da Pisa. Si muove tra piazze, impianti sportivi e uffici comunali, con un riferimento fisso all'Arno e la vita universitaria intorno a piazza dei Miracoli. Per altopascio.info firma pezzi chiari, utili a chi abita il comune.

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