
MONTECATINI TERME — Sabato sera, tra le 19 e le 20, due truffatori hanno colpito un ottantenne in via della Libertà con la classica truffa dei finti carabinieri: via una fede, un orologio e 250 euro in contanti. Poche ore dopo, grazie alla targa ripresa da un parente, la Polizia di Stato li ha fermati e arrestati ad Arezzo. Lo racconta La Nazione.
La trama è ormai nota. L’anziano riceve una chiamata WhatsApp con il logo dell’Arma: i malviventi, che avevano studiato le sue abitudini e disponevano di dati personali, lo isolano bloccando anche la linea fissa. Poi si presentano a casa. Una donna resta in auto; il complice sale, finge il carabiniere venuto a riscuotere una multa e chiede soldi e oggetti preziosi. L’uomo deposita i 250 euro su una consolle, consegna la fede — di valore sentimentale — e un orologio di scarso pregio. Per fortuna aveva già venduto il resto dell’oro: altrimenti il colpo avrebbe potuto avvicinarsi ai 60mila euro.
Fuori dall’abitazione, però, il falso carabiniere si imbatte nel cognato della figlia, che vive nell’appartamento accanto. Capisce subito che qualcosa non torna, lo insegue e riprende con lo smartphone la targa dell’auto in fuga. I familiari chiamano il 112 e consegnano lo scatto. Ad Arezzo la Polizia ferma la coppia: nell’auto c’è refurtiva sottratta a varie vittime in Toscana. L’ottantenne potrà riavere soldi e oggetti; il figlio ha ringraziato le forze dell’ordine con un post sui social.
Episodio che conferma quanto sia pericolosa la truffa «da carabiniere» via WhatsApp, soprattutto sugli anziani soli: basta una chiamata, un logo falso e pochi minuti di pressione perché il danno sia fatto. A Montecatini, stavolta, la fuga non è bastata.
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