
Altopascio — Il conto alla rovescia è cominciato. Nella primavera del 2027 la cittadina del Tau torna alle urne per rinnovare sindaco e consiglio comunale, e se la data scelta sarà maggio le liste andranno presentate entro aprile: in pratica, sei mesi scarsi. Una cosa è già certa: con il secondo mandato quasi alle spalle, Sara D’Ambrosio non potrà ricandidarsi a prima cittadina. Lo scenario lo tratteggia stamani La Nazione, ed è il primo vero giro di nomi dopo l’estate.
Centrosinistra: l’ipotesi Toci, il vice di dieci anni
Per la successione, nel centrosinistra, si ipotizza Daniel Toci, esponente del Pd e vicesindaco per un decennio. La sua storia politica corre in parallelo con quella della sindaca: lui e D’Ambrosio erano i giovani consiglieri d’opposizione che nel 2016 riuscirono a battere il centrodestra, dopo aver iniziato la carriera fianco a fianco tra i banchi della minoranza. Nel 2021 arrivò la riconferma al primo turno.
Dal fronte della maggioranza, per ora, la linea ufficiale è unanime: «prima vengono i programmi». Ma nei Comuni, osserva il quotidiano, si votano le persone più che le ideologie, e i nomi dovranno arrivare presto. Quanto a D’Ambrosio, in un’intervista estiva aveva già fatto sapere di voler proseguire con la politica, pur senza poter tornare in municipio da sindaca.
L’altro fronte: Mastromei, Marconi e l’incognita Vannacci
Sul versante del centrodestra circolano due ipotesi. La prima riguarda un coinvolgimento, nell’area di centro, di Francesco Mastromei, alla testa di un gruppo bipartisan. E qui il dettaglio non è da poco: Mastromei siede oggi nella giunta D’Ambrosio, assessore alla crescita e cura del territorio con le deleghe a lavori pubblici, viabilità ed edilizia scolastica. Non è nemmeno un nome nuovo: già a settembre, quando alla pasticceria Montanelli spuntò il foglio con cinquanta possibili candidati, Mastromei veniva indicato come possibile guida di una squadra propria. La seconda ipotesi è Simone Marconi, oggi consigliere comunale di opposizione, che entrerebbe in gioco se la coalizione scegliesse un indirizzo più marcatamente politico. Resta poi da capire quanto peserà, anche ad Altopascio, il fenomeno Vannacci.
Ad andare al voto nella Piana, nel 2027, sarà anche Porcari, dove il sindaco Leonardo Fornaciari potrà correre per il terzo mandato. Ma è ad Altopascio che, dopo dieci anni, si chiude un’era.
Un decennio da difendere (o da cui prendere le distanze)
Chiunque raccolga il testimone si troverà in eredità anche i dossier aperti. Il più simbolico è il palasport di via San Francesco d’Assisi: come abbiamo ricostruito, i 3 milioni del bando «Sport e periferie» sono tornati in graduatoria solo a giugno 2026, dopo anni di rinvii, con una parte dell’opera ancora da coprire. E poi c’è la trasparenza: il 6 ottobre i sei consiglieri di opposizione — tra cui proprio Marconi — hanno accusato il Comune di essere scivolato nella «totale assenza di trasparenza», dopo che in consiglio era stato respinto l’emendamento di Marconi per trasmettere online le sedute.
Il nostro commento. Un candidato che è stato il numero due della giunta per dieci anni non può presentarsi come una pagina bianca: rivendicherà tutto il decennio, cantieri in ritardo compresi, o proverà a smarcarsi? E dall’altra parte, un gruppo «bipartisan» guidato dall’assessore che ha in mano proprio i lavori pubblici di questa giunta sarebbe davvero un’alternativa, o una continuità con un’altra etichetta? Agli altopascesi, intanto, una domanda più semplice: prima del voto vedremo finalmente il consiglio comunale in streaming? Prima i programmi, si dice. Bene: aspettiamo di leggerli.
Fonti: La Nazione (18 ottobre 2026); sito del Comune di Altopascio (composizione di giunta e consiglio); archivio Altopascio.info.
Lascia un commento