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Pietrasanta, la notte di Halloween travolse e uccise la 19enne Michela Sotgia davanti alla discoteca e poi scappò: la Cassazione chiude il caso, condanna definitiva per il 39enne di Porcari

Sono passati otto anni da quella notte di Halloween a Marina di Pietrasanta, e adesso la parola fine l’ha scritta la Corte di Cassazione. I giudici di Roma hanno dichiarato inammissibile il ricorso della difesa di Giuliano Scivoletto, 39 anni, di Porcari: diventa così definitiva la condanna a due anni e dieci mesi di reclusione già decisa dalla Corte d’Appello di Firenze.

La notte del 31 ottobre 2018 davanti alla discoteca

Secondo quanto ricostruito nei processi, quella notte l’auto passava a forte velocità vicino a una nota discoteca della zona e travolse un gruppo di pedoni che stava attraversando la strada. A perdere la vita fu Michela Sotgia, 19 anni, originaria della Sardegna e studentessa di Fisica all’Università di Pisa. Altre due persone rimasero gravemente ferite.

Dopo l’impatto il conducente non si fermò a prestare soccorso. Si presentò ai carabinieri di Cortile degli Svizzeri solo più tardi, quando la sua macchina era già stata rintracciata.

La difesa: «Pedoni fuori dalle strisce». I giudici: era prevedibile

Nei vari gradi di giudizio la difesa ha cercato di alleggerire la posizione dell’imputato, puntando sulla condotta dei pedoni, che secondo la sua ricostruzione avrebbero attraversato lontano dalle strisce, e sulla scarsa visibilità e una segnaletica non all’altezza. Argomenti già respinti in appello: in una notte di festa, in una zona affollata e a pochi metri da un locale notturno, la presenza di persone in strada era del tutto prevedibile e imponeva di guidare piano e con la massima prudenza.

La Suprema Corte ha ritenuto corretto il ragionamento dei giudici di merito: i motivi del ricorso, in sostanza, chiedevano di rivalutare i fatti e la dinamica dell’incidente, cosa che in Cassazione non si può fare. Confermati anche il no alle attenuanti generiche, motivato dalla gravità del comportamento dopo l’investimento, e il rifiuto delle pene sostitutive.

Spese e Cassa delle ammende

Con la sentenza definitiva il 39enne è stato condannato anche a pagare le spese processuali e una somma in favore della Cassa delle ammende. Si chiude così, a quasi otto anni esatti di distanza, una delle pagine più dolorose della movida versiliese, che costò la vita a una ragazza di 19 anni venuta in Toscana per studiare.

Fonte: LuccaInDiretta.

Beatrice Landi

Corrispondente da Pietrasanta

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Beatrice Landi

Corrispondente da Pietrasanta. Si muove tra piazze, impianti sportivi e uffici comunali, con un riferimento fisso a Piazza del Duomo e i laboratori di scultura. Per altopascio.info firma pezzi chiari, utili a chi abita il comune.

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