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Andritz Novimpianti chiude a Marlia e trasferisce le cappe asciugatrici in Europa dell’Est: il personale è in agitazione

4 giugno 2026 | 13:26

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Andritz Novimpianti chiude a Marlia e delocalizza le cappe asciugatrici in Est Europa: personale in agitazione

Secondo il RSU e i sindacati, “Questa decisione impoverisce drasticamente il tessuto industriale della Lucchesia e rappresenta un tradimento della fiducia dei dipendenti”.

Si richiede un intervento urgente delle istituzioni locali e regionali per avviare una discussione di crisi. Questa è la richiesta del segretariato territoriale di Fiom Cgil e Uilm Uil, insieme alle Rappresentanze Sindacali Unitarie, che richiedono un’immediata inversione di rotta sulla delocalizzazione in Est Europa e si ritirano da qualsiasi proposta di modifica del contratto aziendale che peggiori la situazione rispetto alle recenti decisioni della direzione di Andritz Novimpianti.

“La dignità del lavoro – affermano – e l’importanza industriale della nostra provincia non sono in discussione”. Secondo sindacato e RSU, ci troviamo di fronte a un paradiso inaccettabile: dopo un anno record in termini di fatturato e aver rassicurato i dipendenti sulla continuità della produzione in Italia, i vertici aziendali hanno rivelato le loro vere intenzioni, annunciando il trasloco della produzione delle cappe asciugatrici in Est Europa.

Vengono quindi smantellati e delocalizzati anni di eccellenza e know-how italiano nella progettazione e costruzione delle cappe asciugatrici per la carta, da sempre il fiore all’occhiello dello stabilimento di Marlia. Questa decisione non solo impoverisce drasticamente il tessuto industriale della Lucchesia, ma rappresenta un tradimento della fiducia dei dipendenti – progettisti, saldatori e tecnici specializzati – a cui era stata garantita la continuità delle attività in un nuovo stabilimento e che con il loro sacrificio hanno garantito gli straordinari profitti del Gruppo”.

La controversia, spiegano, “diventa ancora più grave alla luce del previsto trasferimento del personale all’ex stabilimento Celli di Tassignano (ora Andritz). Quello che doveva essere un piano di rilancio si sta trasformando in un ricatto sociale: l’azienda ha effettivamente avanzato la richiesta di riesaminare il contratto aziendale. L’obiettivo della direzione è chiaro e inaccettabile: eliminare i diritti acquisiti per evitare che diventino protezioni strutturali per i dipendenti provenienti da Marlia e per le future assunzioni. Vogliono creare un precedente pericoloso, dividendo i dipendenti e abbassando le condizioni salariali e normative.

Siamo di fronte a un film già visto, ma non per questo meno drammatico. Una multinazionale che utilizza le competenze e i record di fatturato del territorio per poi delocalizzare la produzione dove il costo del lavoro è più basso, tentando contemporaneamente di smantellare i contratti aziendali in Italia. Tutto questo è inaccettabile. Non permetteremo che il futuro delle famiglie e la storia industriale di Lucca vengano sacrificate sull’altare del massimo profitto”.

Per queste ragioni, i sindacati dichiarano lo stato di agitazione immediato di tutto il personale di Andritz Novimpianti, riservandosi il diritto di avviare ogni forma di mobilitazione e sciopero nelle prossime ore.

2026-06-04 13:26:00