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Monte Faeta, non solo vento: “Problemi tecnici e avarie hanno rallentato le operazioni”

Lucca, 3 maggio 2026 – “Perché si è aspettato tanto prima di intervenire?”. Questa è la domanda che gira tra le comunità colpite dall’incendio sulle pendici del Monte Faeta. Scoppiato martedì in tarda mattinata, i residenti hanno immediatamente segnalato il fumo proveniente dal bosco nella zona di via San Pantaleone, allertando i vigili del fuoco.

Un “piccolo” incendio diventa un’apocalisse

Ciò che doveva essere una “situazione sotto controllo” nel giro di poche ore – presumibilmente entro l’ora del pranzo di giovedì – ha raddoppiato la velocità di propagazione, passando da 70 a 140 ettari di terreno bruciato in un attimo, per raggiungere una superficie di 710 ettari.

“Ritardi negli interventi di spegnimento”

Se il vento e la zone impervia – difficilmente raggiungibile con mezzi terrestri a causa della mancanza di strade e vie d’accesso – hanno sicuramente avuto un ruolo significativo, in paese c’è chi parla con rabbia di una sottovalutazione del rischio che ha portato a “ritardi” negli interventi di spegnimento.

Monte Faeta, non solo vento: “Problemi tecnici e avarie hanno rallentato le operazioni”

I ritardi dovranno comunque essere verificati, una volta spente tutte le fiamme. Durante emergenze di questo tipo, si mobilita un’intera macchina complessa, composta da procedure, personale e mezzi provenienti da varie aree e territori. A coordinare il tutto è l’Organizzazione regionale antincendi boschivi composta da operai forestali, volontari e personale tecnico, a cui si aggiunge il sistema di protezione civile composto da una sala operativa, una rete radio e una flotta aerea regionale.

Il monte Faeta devastato dalle fiamme, foto dal sorvolo con elicottero effettuato dal direttore delle operazioni nel pomeriggio di sabato 2 maggio

Il monte Faeta devastato dalle fiamme, foto dal sorvolo con elicottero effettuato dal direttore delle operazioni nel pomeriggio di sabato 2 maggio

Problemi tecnici e guasti…

Sarebbero stati dei problemi tecnici su questo gruppo di mezzi a rallentare il mercoledì le operazioni di contenimento dall’alto. “Abbiamo risposto subito con un elicottero della protezione civile regionale martedì sera – spiega il coordinatore dell’Unità antincendi boschivi Gianluca Calvani, rimasto fino a ieri a monitorare la zona dal punto allestito a Santa Maria del Giudice – Purtroppo il mercoledì le condizioni meteo sono cambiate, e abbiamo avuto problemi tecnici con alcuni dei nostri mezzi aerei tra indisponibilità e guasti che hanno impedito di operare al meglio durante la giornata”.

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…poi il forte vento

Con il rafforzarsi del vento, arrivato la notte tra mercoledì e giovedì, soffiando fino a 50 chilometri orari, nemmeno i Canadair e SS-64 – inviati dal Centro operativo aereo unificato (Coau) su richiesta della Sala regionale – sono riusciti a placare la forza delle fiamme, che si sono propagati su più fronti, sfuggite al controllo fino a ieri, quando finalmente l’incendio è stato contenuto. Questo grazie alla massiccia forza lavorativa schierata sul campo: 45 squadre operative e 5 direttori delle operazioni, sempre presenti per monitorare la zona.

Monte Faeta, non solo vento: “Problemi tecnici e avarie hanno rallentato le operazioni”

“È stata una situazione di pericolo molto concreto – ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani, che ieri è tornato sul sito per fare visita al personale impegnato nelle operazioni di spegnimento e bonifica – Se siamo riusciti a prevenire il peggio è anche grazie alla collaborazione tra Protezione civile, servizio regionale di vigilanza antincendio, volontari e vigili del fuoco che hanno lavorato rapidamente, evitando danni più gravi di quelli comunque rilevanti di un incendio che
2026-05-03 03:05:00