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Strage di Porcari, il vicino di casa: «Quando siamo entrati c’era ancora il battito cardiaco»

«Poi siamo usciti, perché ci girava la testa e ci stavamo sentendo male. Poi sono arrivati i soccorritori»

Simone Dinelli / CorriereTv

«Quando ho controllato il battito cardiaco, era presente fino a quel momento». Questo è quanto afferma Ernest Cela, uno dei vicini della famiglia di Porcari (Lucca) che conta quattro vittime a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio.

Il giovane è entrato a casa con i carabinieri, insieme al padre e allo zio del capofamiglia, intorno alle 21,30 di mercoledì.

«Siamo entrati in casa e abbiamo proceduto al secondo piano, dove abbiamo trovato i quattro corpi privi di sensi a terra. Ho immediatamente controllato il battito cardiaco, che era presente fino a quel momento. Poi, lo zio del ragazzo, ora in gravi condizioni presso l’ospedale di Cisanello, ha perso conoscenza».

Continua nella narrazione: «Ad un certo punto, ho iniziato a sentirmi stordito, così come mio padre e i due carabinieri con cui sono entrato nella casa. In quel momento, abbiamo capito che c’ era qualcosa nell’aria, un gas o qualcosa di simile. Siamo usciti tutti immediatamente, subito dopo abbiamo scoperto la presenza di monossido di carbonio». I vigili del fuoco e un’ambulanza sono arrivati successivamente sul luogo, «mi hanno prestato soccorso, ma non sono entrati perché, secondo quanto segnalato, non avevano il permesso»

05 febbraio 2026

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2026-02-05 09:00:00