
Nel mattino del lunedì 10 agosto, nella chiesa parrocchiale di San Giacomo Lovara a Malagnino, la Crocifissione, inizialmente attribuita a Pietro Martire Neri e più di recente a Gabriele Zocchi, è stata restituita. Quest’opera, di proprietà della parrocchia, è stata recuperata grazie al lavoro svolto dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze. L’opera, attribuita al pittore cremonese del Seicento, era stata rubata nel 2000 insieme ad altri oggetti religiosi conservati in sacrestia.
Questa restituzione ha rappresentato un momento di particolare significato per la comunità, che sperava da anni di poter riacquistare la sua opera. Questo evento ha avuto un particolare significato per don Eugenio Pagliari, che serve la parrocchia dal 1988 e oggi è affiancato da don Paolo Fusar Imperatore come parroco moderatore dell’unità pastorale. Erano presenti alla restituzione anche monsignor Gianluca Gaiardi (responsabile dei Beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Cremona), Isabella Bottoni (ispettrice onoraria della Soprintendenza di Cremona, Mantova e Lodi) e i rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Malagnino.
“Oggi, grazie al prezioso lavoro svolto dalle forze dell’ordine lontano dai riflettori, può avvenire questa restituzione, esaudendo il desiderio di una comunità”, ha affermato monsignor Gaiardi. Questo “ritorno a casa” avviene proprio nel giorno di San Lorenzo, quando si crede che i desideri possano diventare realtà, curando una ferita aperta 26 anni fa.
Questo segna la fine di un processo iniziato con il ritrovamento dell’opera nella zona di Lucca, grazie all’intervento del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri e alla sua diffusa rete nazionale. Dopo il processo di verifica e autenticazione dell’opera, che ha coinvolto anche l’Ufficio Beni culturali diocesano e la Parrocchia, e il riconoscimento formale nel novembre 2024, ha potuto avere luogo la tanto attesa restituzione.
In occasione di questo evento, monsignor Gaiardi ha sottolineato l’importanza della sinergia tra un’attività tradizionale, come la conservazione e l’archiviazione dei beni ecclesiastici, e la tecnologia, in particolare per la ricerca all’interno di un database: “È importante curare e conoscere le opere presenti in un luogo di culto; grazie alla miniera di informazioni e immagini conservate, le forze dell’ordine possono condurre ricerche e indagini sul patrimonio artistico e culturale impensabili fino a qualche anno fa. Un archivio digitale completo trasforma la scomparsa di un oggetto da potenziale perdita a un ritrovamento quasi certo”.
Il dipinto recuperato raffigura la Crocifissione di Cristo, accanto a cui sono raffigurati Sant’Antonio Abate e San Paolo Eremita, insieme ai committenti dell’opera. Inizialmente associata a Bernardino Gatti (Pavia 1495/1496 – Cremona 1576) e successivamente a Pietro Martire Neri (Cremona 1591 – Roma 1661), l’opera è stata successivamente attribuita a Gabriele Zocchi, un artista meno noto del primo Seicento, da Valerio Guazzoni e Mario Marubbi in occasione di una recente mostra (www.diocesidicremona.it).
2026-08-10 15:16:00