
Londra, 13 lug. (Adnkronos) – Andy Burnham è pronto per Downing Street, destinato a succedere al premier in uscita Keir Starmer alla guida del Partito Laburista e del governo britannico. Ma cosa pensano di lui i grandi leader, dal presidente americano Donald Trump al leader del Cremlino Vladimir Putin, dal presidente cinese Xi Jinping all’ucraino Volodymyr Zelensky passando per la leadership dell’Unione europea? A questa domanda prova a rispondere la Bbc, attraverso i suoi corrispondenti dall’Europa all’Asia, dagli Stati Uniti alla Russia e all’Ucraina.
L’attenzione è concentrata sui rapporti che Burnham intratterrà con Trump, che ha duramente criticato Starmer, mettendo in discussione la sua statura politica, affermando che “non è certo Winston Churchill”. Finora, Trump ha mostrato scetticismo nei confronti di Burnham, considerandolo “estremamente liberale” e non ritenendo che possa risolvere i problemi legati all’immigrazione o favorire le trivellazioni nel Mare del Nord. Inoltre, l’amministrazione Trump prevede che venga nominato Cancelliere dello Scacchiere Ed Miliband, che quando era ministro dell’Energia aveva vietato nuove licenze di trivellazione per petrolio e gas nel Mare del Nord. Tuttavia, nota la Bbc, i funzionari statunitensi stanno esercitando pressioni sul team di Burnham affinché formi un governo di loro gradimento, auspicando la continuità in politica estera britannica con la conferma di Yvette Cooper come ministro degli Esteri.
Essere poco conosciuto negli Stati Uniti rappresenta per Burnham sia un rischio sia un’opportunità, scrive la Bbc. L’opportunità risiede nel fatto che, con una strategia di persuasione adeguata, Burnham potrebbe conquistare Trump nonostante le loro divergenze politiche. Il rischio è che, dati gli attuali equilibri politici nei due paesi, le divergenze possano definire il loro rapporto ben prima che si instauri un legame personale.
Il sentimento prevalente nella leadership cinese è invece di frustrazione per i continui cambiamenti politici a Londra. Burnham in passato ha indicato la rete ferroviaria ad alta velocità cinese come modello per il Nord dell’Inghilterra e nel 2018 era aperto a ciò che la Cina poteva offrire a livello regionale. Ma come primo ministro, nota la Bbc, la situazione è più complessa in quanto il rapporto con la Cina va valutato in base ai benefici economici e ai rischi per la sicurezza nazionale. Si vedrà se Burnham seguirà la strada tracciata da Starmer, che ha adottato un approccio pragmatico rispetto a Pechino, o se ne intraprenderà una diversa. Al momento i funzionari cinesi osservano attentamente la situazione, sperando che il Regno Unito consideri la Cina un partner stabile e prevedibile, in contrapposizione agli Stati Uniti. Alcuni analisti cinesi interpretano però il continuo avvicendamento dei primi ministri britannici come un segno di instabilità. Come ha detto Zhang Jian, membro degli Istituti cinesi di relazioni internazionali contemporanee, si tratta di una “crisi d’identità” del Regno Unito dopo la Brexit.
La situazione a Mosca è diversa, in quanto non si prevedono cambiamenti nelle relazioni politiche con la Gran Bretagna con l’arrivo di Burnham al posto di Starmer. I giornali russi sostengono di aver compreso bene la personalità di Burnham. La Rossiyskaya Gazeta, ad esempio, lo ha descritto come “un critico della Russia, che chiede continuamente all’Occidente di adottare una posizione più dura nei confronti della Russia”. Il Cremlino, quindi, non si aspetta che un cambio a Downing Street porti a cambiamenti nella politica britannica. Il portavoce Dmitry Peskov su Burnham è stato schietto: “E’ improbabile che qualcuno sulla scena politica britannica abbia una posizione diversa da quella di Keir Starmer sulle nostre relazioni bilaterali”. Il sostegno di Londra a Kiev è infatti costante e sui social Burnham ha ricordato di essersi opposto all’invasione russa della Crimea nel 2014, all’organizzazione dei Mondiali di calcio in Russia nel 2018 e di aver sostenuto l’Ucraina e i suoi sindaci dal 2022.
Ma a Kiev cresce la preoccupazione per il rischio di instabilità politica nel Regno Unito. Nel quinto anno dall’invasione della Russia, l’Ucraina sta per vedere il quinto primo ministro britannico. Ma l’Ucraina ha bisogno che il Regno Unito mantenga gli aiuti militari, le consegne dei droni e il sostegno economico “per tutto il tempo necessario”, come promesso. Finora, dal primo ministro numero uno, Boris Johnson, fino al numero quattro, Keir Starmer, il sostegno britannico all’Ucraina è stato costante. La situazione non dovrebbe cambiare con Burnham.
L’Unione europea, intanto, è in attesa di sapere se Burnham confermerà l’impegno preso da Starmer con la Nato per aumentare la spesa per la difesa del Regno Unito, portandola al 3,5% del Pil entro il 2035. Inoltre, i Paesi della Ue attendono di vedere se Burnham confermerà di volere un “reset” delle relazioni economiche e se il nuovo premier britannico sarà disposto a cedere sulle linee rosse dei laburisti: no alla libera circolazione, al rientro nell’unione doganale dell’Ue o al mercato unico. Burnham sembra avere chiare priorità interne. Ma, si chiede la Ue, nel mondo instabile in cui viviamo, con le minacce provenienti da Cina e Russia, le esigenze dell’Ucraina e un presidente americano spesso ostile, il nuovo primo ministro britannico darà priorità anche alla sicurezza continentale?
In Francia, si spera nella continuità. Ovvero che la visione di Burnham concida con quella di Starmer. Finora, si è espresso solo il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot, che ha augurato a Burnham buona fortuna e ha auspicato “la massima stabilità possibile” dall’altra parte della Manica. Secondo la Bbc, al governo di Parigi è stato comunicato che Burnham è filo-europeo, non molto diverso da Starmer con il quale il processo di “rilancio” delle relazioni con la Ue era già in corso. Il governo francese aurà anche una maggiore cooperazione per fermare le “piccole imbarcazioni” che tentano di attraversare la Manica e un rafforzamento dei legami in materia di difesa. Il duo Starmer-Macron si è dimostrato efficace nel coordinamento sulle questioni relative all’Ucraina e allo Stretto di Hormuz.
Infine, la Bbc analizza le aspettative dell’India rispetto a Burnham, che è pressoché sconosciuto a Nuova Delhi. Elemento di nota, spiegano fonti diplomatiche indiane, è che il continuo avvicendamento di primi ministri nel Regno Unito contrasta con la stabilità del Bharatiya Janata Party (Bjp) in India, con il suo leader Narendra Modi al potere da oltre un decennio. Per ora, i funzionari indiani hanno mantenuto un silenzio istituzionale, ma a Nuova Delhi alcuni ritengono che la saga politica del Regno Unito potrebbe non essere ancora conclusa. Un ex Alto Commissario indiano nel Regno Unito, Yashvardhan Kumar Sinha, ha descritto Burnham come un “leader popolare” che si trova ad affrontare “un movimento riformista in forte ripresa”.
2026-02-05 09:00:00