
PISA — Dopo l’addio del professor Ugo Boggi (trapianti) al policlinico Gemelli di Roma e la polemica politica seguita, la direzione aziendale dell’AOUP entra nel dibattito con una nota: un grande ospedale non lo fanno le «star» del camice bianco, ma il lavoro quotidiano di professionisti, équipes e strutture che si rinnovano.
«L’eccellenza delle cure — scrive la direzione — è il risultato del lavoro quotidiano… anche in ragione del naturale avvicendamento generazionale e dell’inevitabile processo di turnover». Su Boggi l’azienda prende atto di una scelta «assunta da tempo» e ribadisce il grazie «per tutto quello che ha dato», sottolineando la formazione di un team capace di garantire stabilità e continuità.
Gli avvicendamenti, precisa la nota, sono avvenuti soprattutto per pensionamenti o premature scomparse (come in Anestesia e rianimazione). Esempi citati: in Neurologia Roberto Ceravolo al posto del pensionato Gabriele Siciliano; in Chirurgia generale e d’urgenza il passaggio dopo Massimo Chiarugi. Messaggio netto: conta il gruppo più dei singoli luminari.
Fonte: La Nazione Pisa, 8 settembre 2026.
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