
Capannori – A Carraia l’acqua del rubinetto pubblico resta un miraggio: il consigliere comunale Domenico Caruso (capogruppo di Noi Moderati) ha chiesto la convocazione della commissione consiliare lavori pubblici per audire il presidente di Acque Spa e ottenere un cronoprogramma chiaro sull’estensione della rete idrica.
Lo riporta LuccaInDiretta. L’obiettivo dichiarato è «fare chiarezza» sulle misure che il gestore intende adottare per dare attuazione alla delibera 48 dell’8 luglio 2025, con cui il Consiglio comunale – all’unanimità – aveva approvato la mozione per portare l’acquedotto pubblico nelle zone toccate dai lavori del raddoppio ferroviario. Caruso ne era stato il primo firmatario.
«Avevo inizialmente presentato una mozione per risolvere la carenza infrastrutturale nella frazione di Carraia», spiega il consigliere. In discussione aveva poi ritirato l’atto per accogliere la proposta della maggioranza di allargare l’intervento a tutte le aree interessate dal raddoppio, in una convergenza che aveva portato al voto favorevole di luglio 2025. Quel voto, ricorda Caruso, dimostrava quanto il tema dell’acquedotto pubblico fosse (e resti) priorità politica.
A distanza di mesi, però, il quadro sul campo non è cambiato abbastanza. «Ad oggi ampie zone della frazione di Carraia continuano a non essere servite dalla rete gestita da Acque Spa», prosegue. Residenti e imprese restano legati ai pozzi privati, con i rischi collegati alla stabilità delle falde e alla qualità della risorsa. Una situazione che, secondo l’opposizione, non può più essere archiviata come “temporanea”.
«È inammissibile che nel terzo millennio vi siano ancora nuclei familiari e aziende non allacciati alla rete idrica pubblica», attacca Caruso. Per evitare disservizi e tutelare un diritto fondamentale, chiede che Acque Spa «provveda senza ulteriori indugi» a programmare e realizzare gli investimenti necessari al completamento della rete nelle aree ancora scoperte.
La richiesta di audizione punta dritto al tavolo tecnico-politico: in commissione lavori pubblici il gestore dovrebbe spiegare tempi, priorità e risorse. «Il Consiglio comunale ha fatto la sua parte e ora tocca ad Acque Spa avviare i lavori per assicurare ai cittadini un servizio di primaria importanza», chiude il consigliere.
Sul territorio di Capannori il nodo acqua s’intreccia da anni con i cantieri ferroviari: dove passano gli scavi del raddoppio, le utenze chiedono che l’occasione dei lavori pubblici non si traduca in un’altra stagione di rinvii sull’allaccio. Carraia, in particolare, resta il simbolo di chi aspetta ancora il tubo comunale.
Nei prossimi giorni la palla passa alla commissione: se l’audizione verrà calendarizzata, cittadini e imprese della Piana potranno finalmente ascoltare dalla voce del gestore quando (e se) l’acquedotto pubblico arriverà dove oggi c’è solo il pozzo.
Silvia Greco
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