
Alla Lucart di Porcari la vertenza sul rinnovo del contratto di secondo livello torna a salire di tono. In una nota unitaria Slc Cgil e Fistel Cisl denunciano un clima di tensione nello stabilimento e accusano l’azienda di aver bloccato l’erogazione dei buoni pasto, con un taglio di fatto stimato in 160 euro al mese sulle buste paga dei dipendenti.
Secondo le due sigle, «in questi giorni l’azienda, invece di provare a ricostruire un tavolo di confronto sindacale, continua a screditare il sindacato», facendo circolare all’interno dello stabilimento documenti che darebbero «una visione distorta e parziale» di quanto accaduto durante il lungo negoziato. I sindacati sostengono inoltre che la direzione abbia incontrato il reparto degli uffici «per provare a sostenere tesi che non trovano riscontro nei fatti e a dividere i lavoratori». Da qui l’avvertimento: «La strategia di avvelenare i pozzi non paga».
Buoni pasto: «solo Lucart ha bloccato»
Al centro dello scontro ci sono proprio i ticket. «Sul territorio lucchese anche altre importanti aziende si trovano in una fase di stallo per il rinnovo dei contratti di secondo livello – affermano Cgil e Cisl – ma solamente Lucart ha bloccato l’erogazione dei buoni pasto, abbassando di fatto gli stipendi dei propri dipendenti di 160 euro al mese. In un contesto economico del genere è scandaloso».
Sicurezza e ritardi sull’integrativo
Il secondo fronte è quello della sicurezza. In occasione dello sciopero regionale indetto dalla Cgil Toscana, nel turno di notte, il conduttore della macchina continua sarebbe rimasto da solo per l’assenza dell’aiutante che aveva aderito allo sciopero: «Per otto ore l’equipaggio di macchina ha lavorato in condizioni non adeguate», secondo i sindacati.
Le due organizzazioni contestano poi i ritardi sugli interventi previsti dall’accordo integrativo del 6 agosto 2025. Nello stabilimento di Castelnuovo mancherebbero ancora diversi lavori, come l’aspirazione delle polveri, e una nuova linea di converting partirebbe senza impianto di aspirazione.
La nota si chiude con un monito sul clima interno: i sindacati si chiedono se l’azienda stia prestando la giusta attenzione alla tensione nello stabilimento e alle sue possibili conseguenze, «visto che potrebbe essere terreno fertile per far nascere episodi impossibili da prevedere». Al momento in cui scriviamo non risulta una replica pubblica della direzione Lucart alle accuse di Slc Cgil e Fistel Cisl.
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